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Il Gioiello nel Sistema Moda: uno scrigno pieno di vrais bijoux en toc 04/12/2017 - Anna Maria Di Stefano

Sfogliare il nuovo volume curato da Bianca Cappello - Il Gioiello nel Sistema Moda: Storia, Design, Produzione - Skira, 2017 - Collana Design e Arti Applicate - è come aprire uno scrigno pieno di vrais bijoux en toc (“veri gioielli falsi”, dalla definizione di Coco Chanel), come scoperchiare un vaso di Pandora, come spargere il contenuto di un magico cappello a cilindro. Un caleidoscopio di storie, immagini, testimonianze, aneddoti che racconta - in un linguaggio scorrevole e accattivante - la relazione fra gioiello e abito dagli inizi del XX secolo ai nostri giorni, spaziando a livello internazionale, soffermandosi sulla stretta relazione fra accessorio e abbigliamento, muovendosi con disinvoltura fra le principali case di moda, sottolineando di continuo il denominatore comune che unisce il binomio Moda/Bijou: il valore dell’artigianalità.
Nel Nuovo Sistema della Moda, che si delinea dagli inizi del Novecento, la bigiotteria diviene elemento fondamentale sia quando completa gli abiti di affermati stilisti per le sfilate di Alta Moda sia quando si rivolge a un pubblico femminile più vasto, raggiunto dalla produzione in serie. Partendo da questo assunto Bianca Cappello - nei suoi testi presenti nella pubblicazione e in quelli accuratamente selezionati di altri esperti del settore - ripercorre puntualmente la storia del bijou e della sua relazione con gli abiti in tutte le possibili declinazioni, raccontando di un mondo in cui si incrociano i destini di stilisti, artisti, designers, bigiottieri, patinate riviste di moda, ma anche di aziende produttrici, di commercianti e di canali di distribuzione tradizionali o nuovi che siano.
Descrive un universo in febbrile movimento che rispecchia, nella sua evoluzione, quello della società stessa nei suoi cambiamenti profondi.
In questo sistema è centrale la figura della donna che si inserisce gradualmente nel mondo del lavoro prendendo in mano le redini del suo stile, aderendo a un sistema di vita più dinamico, esigendo un guardaroba e una serie di accessori adatti alla sua nuova condizione, per ogni ora del giorno.
Ed è di fondamentale importanza anche la figura del bigiottiere nella duplice veste di artigiano - per quanto riguarda la creatività estetica e manuale, le competenze tecniche, la capacità di individuare le soluzioni migliori per la realizzazione e lo sviluppo del progetto - e di interprete dell’immaginario dello stilista committente. Tanto che la sua presenza era indispensabile nelle sfilate: sino all’ultimo momento lo stilista poteva richiedere modifiche nel prototipo dei bijoux de couture.

L’attenzione al mondo del bijou risale alla fine del secolo scorso con mostre ormai storiche quali I gioielli della fantasia. Ornamenti del XX secolo nell’arte, nel costume e nella moda (Milano, 1991) o come A onor del falso. Umori e tendenze del bijou dagli anni ‘20 agli anni ‘80 (Roma, 1993).
Questo interesse ha dato il via a una molteplicità di studi e di pubblicazioni fra cui ultimo - ma solo in ordine cronologico - il volume di cui stiamo parlando. Un libro questo, che segue Storia della Bigiotteria Italiana (Skira 2016) - sempre a firma di Bianca Cappello - esito di un accurato lavoro scientifico realizzato anche grazie a ricerche approfondite negli Archivi della Case di Moda, allo spoglio di riviste specializzate (Gazette du bon ton, Vogue, Art. Goût. Beuté: feuillets de l’élegance feminine, Novità, Elle, Linea italiana, solo per citarne alcune), ad interviste ai protagonisti dei vari settori.
Presentato da Alessandra Quattordio, con un’introduzione di Cristina Giorgetti, è articolato in otto capitoli circostanziati.
Bianca Cappello, nei suoi testi, indaga sul concetto di “gioiello per la moda”; segue l’evoluzione della relazione fra abito e gioiello dalla Belle Époque ai nostri giorni; affronta la complessa questione legata alla paternità del bijou de couture e il ruolo del bigiottiere; percorre l’iter dal prototipo al cliente; traccia una sintetica analisi della trasformazione dei processi produttivi dalla metà del Novecento – anni in cui la produzione avviene ancora artigianalmente - ad oggi, momento storico di grandi cambiamenti tecnologici in cui il prototipo è realizzato, in via preliminare, con la stampa 3D.
Nel testo iniziale, per sgombrare il campo da qualsiasi equivoco, 
l’autrice affronta subito il tema della chiarezza terminologica definendo come “bigiotteria” - con i suoi sinonimi spesso preferiti perché dotati di maggior appeal: “gioiello moda”, “gioiello fantasia”, “bijou” - i gioielli realizzati in materiale non prezioso, legati ad aspetti commerciali e di transitorietà stagionale. Scende poi nel particolare descrivendo dettagliatamente i vari tipi di bigiotteria in base al grado di relazione che stabiliscono con l’abito: bijoux de couture, prodotti dalla collaborazione tra bigiottieri e stilisti per le loro collezioni di Alta Moda; bijoux moda, versione semplificata dei primi adattata alla commercializzazione per un pubblico più ampio; bijoux fantasia che, utilizzando liberamente materiali e forme, si ispirano alla moda del momento ma non sono direttamente collegati a un abito o a una collezione.

Merita una menzione particolare il capitolo dedicato all’ evoluzione della relazione tra abito e gioiello per la moda dalla Belle Époque a oggi. In considerazione della sua complessità si possono solo dare spunti, citare nomi, indicare tendenze rinviando, per una conoscenza approfondita, alla lettura stessa del testo. Di questo periodo sono protagoniste l’Alta Moda, la moda pronta, la fast fashion accompagnate ciascuna da una bigiotteria adeguata: a ogni abito il suo accessorio. Nei primi decenni degli stessi anni correnti e movimenti artistici (Preraffaelliti, Art Nouveau, Futurismo) scendono in campo anche nell’ambito della moda in nome dell’universalità dell’arte in tutte le forme di creatività.
Negli anni successivi, invece, sono gli stessi stilisti a coinvolgere nel bijoux de couture gli artisti del momento.
La bigiotteria ha sempre più spazio e valore tanto che si organizzano mostre e concorsi: è del 1957 il Primo Concorso Nazionale delle Sorelle Fontana per l’Accessorio nell’Alta Moda indetto per “portare alla ribalta le viole mammole dell’artigianato… collegandole con l’evoluzione dell’Alta Moda”.
È, infine, di particolare interesse per fare il punto sullo stato dell’Artigianato artistico e delle Arti applicate, la considerazione conclusiva secondo cui si riscontra un “recente aumento delle imprese artigianali nel settore della bigiotteria molto apprezzato nel mondo dell’Alta Moda che le percepisce come un interessante serbatoio e una fucina di idee e di ricerca”.

Gli altri saggi del volume - a firma di Roberto Zanon, Elisa Motterle, Maurizio Manca - riguardano, rispettivamente, la relazione fra il designer e il gioiello moda; l’evoluzione del mercato e i nuovi scenari che si sono delineati alle soglie del Terzo Milennio; il compito del designer nella fase di progettazione di un bijou.
La pubblicazione è completata, inoltre, da un ragguardevole apparato documentario - a cura di Bianca Cappello e Samuele Magri - che ne costituisce un valore aggiunto. È particolarmente interessante la sezione dedicata alle schede biografiche di produttori e designers che ricostruisce uno spaccato inedito delle varie imprese.
Il libro è bello anche nelle sue caratteristiche materiali: una carta di qualità e numerosissime immagini in bianco e nero e a colori che consentono al lettore di seguire visivamente il dipanarsi del racconto trasportandolo nel mondo patinato del fashion system.

Bianca Cappello
Storica e critica del gioiello, docente, coordinatore e curatore di conferenze e seminari sulla Storia del gioiello e della bigiotteria, autrice di importanti pubblicazioni sul tema. Cura mostre sul gioiello e sulla bigiotteria ed è consulente di collezioni museali

Scheda tecnica del volume:

Titolo: Il Gioiello nel Sistema Moda
Autore: a cura di Bianca Cappello; con testi di Bianca Cappello, Cristina Giorgetti, Samuele Magri, Maurizio Manca, Elisa Motterle, Alessandra Quattordio, Roberto Zanon
Editore: Skira - Collana Design e Arti Applicate

Anno: 2017
Pagine: 184 pagine (di cui LIV, 130); copertina rigida

Lingua: italiano

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