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MOSTRE

Padova - Marianne Schliwinski - verde enigma e altre storie
29/10/2014
- Fabiana Anfuso


periodo: 11/10/2014 - 16/11/2014
curatore: Mirella Cisotto Nalon
artista: Marianne Schliwinski
presso: Oratorio di San Rocco

Resterà aperta fino al 16 novembre 2014 la personale dell’eclettica artista tedesca Marianne Schliwinski, allestita nella suggestiva cornice cinquecentesca dell’Oratorio di San Rocco, spazio che, al fine di promuovere un settore trainante dell’artigianato artistico locale, ospita mostre di gioielleria contemporanea dedicate ad artisti di tutto il mondo.
Abbracciando un lungo arco temporale che va dagli anni sessanta alle ricerche più recenti, la mostra si propone come una retrospettiva sui suoi cinquant’anni di attività, di cui le oltre cento opere esposte presentano un’ampia e varia panoramica.
L’esposizione dei gioielli – ma anche di fotografie, oggetti, sculture e installazioni, in costante dialogo e confronto tra loro – non segue un iter cronologico, ma si articola secondo filoni tematici ed espressivi attraverso un percorso di ventinove vetrine. Al centro e lungo il perimetro dell’aula trovano posto alcune installazioni e sculture come la “Grande Ciotola” in cartapesta, rossa all’esterno e nera all’interno, o l’insieme di colonne, coppe e sfere realizzate in cartapesta, tessuto, lacca, dalle forme piene e tondeggianti e dai colori caldi come il rosso, il nero, il giallo e l’ocra.
Il bisogno interiore di esprimere se stessa, di comunicare agli spettatori la propria visione del mondo passato e presente, di condividere con essi stati d’animo, pensieri, emozioni, esperienze, ricordi, spesso legati a luoghi particolari o alla bellezza della natura in genere, trova nel gioiello il suo strumento privilegiato, traducendosi in creazioni toccanti, al cui fascino contribuiscono anche i titoli talvolta enigmatici, e che vanno invece intesi come interessanti chiavi di lettura.
All’utilizzo di metalli nobili, quali l’oro e l’argento, Marianne Schliwinski affianca, spesso fino a sostituirlo, l’impiego di materiali inconsueti come il vetro, la ceramica, il legno, il ferro, l’alluminio, l’acciaio, l’ottone, la carta, la gomma, la lacca, creando non solo gioielli da indossare, ma vere e proprie sculture che celano in sé microracconti.
In questa sua ricerca occupa un posto di fondamentale importanza il ricorso a “objets trouvés”. Gli oggetti buttati, scartati, rosi dal tempo, sono frammenti dotati di un incanto particolare, a cui l’artista dona nuova vita e significato. Basti pensare alla spilla “Verde Enigma”, da cui l’esposizione prende nome, in cui un pezzo di vetro levigato dall’azione dell’acqua, della sabbia e del vento, e sormontato da una sorta di tappo in ceralacca, diviene la bottiglia che custodisce il messaggio segreto da affidare al mare.
Del resto, proprio il mare, i colori e la trasparenza dell’acqua – qualità, quest’ultima, che l’acqua ha in comune con il vetro, materiale che occupa un posto centrale nella ricerca creativa della Schliwinski – sono per l’artista una fonte inesauribile di ispirazione. Il Baltico, il lago di Garda, la laguna veneziana, sono tutti luoghi a lei cari e familiari, continuamente presenti nelle sue opere già attraverso i titoli (“San Marco”, “Il faro di Murano”, “Primavera di Murano”, “Venezia”, “Gondola”). 
Anche l’amore per la natura, per il mondo animale come per quello vegetale, traspare costantemente nelle sue creazioni: rinoceronti, serpenti, rane, coccodrilli, scimmie, ci introducono in un mondo quasi fiabesco animando spille e collane; il giardino, luogo verde e rigoglioso per eccellenza, riparo sicuro dalla frenesia della vita urbana, si concretizza in spille composte da minuti vasi ricolmi di fiori, in orecchini e collane in cui il colore verde è protagonista in ogni sua gradazione.

Ma quella che l’artista racconta non è solo la sua storia personale, fatta di ricordi quotidiani a volta nostalgici (penso alle spille “Letto della nonna” e “Letto del nonno”, alla foto “Lago di Garda”), ma anche la Storia con la “S” maiuscola, quella fatta da persone che per le loro idee e per il loro modo di agire hanno lasciato un segno nella società passata come in quella attuale: nella serie intitolata “Icone del XX secolo” la Schliwinski utilizza le foto dei personaggi illustri che l’hanno maggiormente colpita.
Il mondo della scienza è rappresentato da Albert Einstein e dalla chimica e fisica polacca Marie Curie, la politica da John F. Kennedy, Rosa Luxemburg, Willy Brandt, l’opposizione ai totalitarismi dalla filosofa e storica tedesca Hannah Arendt, la resistenza alla persecuzione nazista da Anne Frank, con una spilla in cui alla foto della giovane ebrea è sovrapposta una griglia in argento a ricordo del biennio vissuto in forzata clandestinità.
Tre spille sono dedicate ad artisti: Pablo Picasso, sotto la cui foto compare la riproduzione di uno stralcio di “Guernica” e tutt’intorno tre frammenti di ceramica colorata; Hannah Hoch, artista del movimento Dada considerata una pioniera del fotomontaggio; e infine Meret Oppenheim, a cui la Schliwinski rende omaggio con una spilla rotonda circondata da un inserto di visone colorato verde, quasi un richiamo alla tazza da tè interamente rivestita di pelliccia, tipico esempio di ironia surrealista intitolata appunto “Colazione in pelliccia”, che l’aveva resa celebre.
Non mancano monili dedicati al mondo della letteratura con Ernest Hemingway e a quello della lirica con Maria Callas: in questo caso la Schliwinski, fedele alla sua poetica di riciclo dell’“objet trouvé”, taglia poco sopra la fronte la foto in cui la celebre soprano interpreta la “Tosca” di Puccini, in modo da ricreare l’acconciatura sormontata da una corona con l’inserzione di un frammento di un vero gioiello antico.
Alcuni pezzi, infine, sono dedicati al cinema e ai divi americani come James Dean, Humphrey Bogart e Marilyn Monroe: la sua immagine è riprodotta su una originalissima collana double face, in cui fotogrammi tratti dai suoi film più famosi occupano entrambe le facce di sei medaglioni di forma irregolare.
La mostra, dunque, offre al pubblico un’occasione unica di conoscere il multiforme e colorato universo creativo di questa artista tedesca, le cui opere sono conservate in importanti musei e collezioni di tutto il mondo, assegnando alla città di Padova un ruolo espositivo di primo piano nell’ambito del gioiello contemporaneo di ricerca.

Per saperne di più



indirizzo
via Santa Lucia, 35139 Padova, Italia

email: serviziomostre@comune.padova.it

telefono
Oratorio di San Rocco tel. 049 8753981; Servizio Mostre - Settore Attività Culturali tel. 049 8204563/39

orari
da martedì a domenica 9.30-12.30, 15.30-19.00, lunedì chiuso

biglietto
ingresso gratuito

disabili
si

catalogo
catalogo bilingue (italiano/inglese) Comune di Padova

ufficio stampa
Alessandra Zabbeo, Servizio Mostre - Ufficio Comunicazione

patrocini
Comune di Padova

web
http://padovacultura.padovanet.it


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