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Roma | ZabArt 2017
05/04/2017
- Redazione


periodo: 06/04/2017 - 22/04/2017
curatore: Roberto Cumbo e Laura Mocci
presso: Istituto Portoghese di Sant’Antonio in Roma

Docenti e allievi della Scuola di Arti Applicate Nicola Zabaglia espongono insieme le loro creazioni in occasione della terza edizione di Zabart, evento nato nel 2015 per valorizzare l’impegno e le professionalità di chi si dedica all’insegnamento delle arti,  e che si terrà negli spazi espositivi dell’Istituto Portoghese di Sant’Antonio in Roma.
Partecipano a quest’edizione, curata da Roberto Cumbo e da Laura Mocci, anche gli allievi dei corsi di Ceramica, Mosaico, Plastica e Scultura in Marmo.

Così la docente e curatrice Laura Mocci descrive il lavoro degli insegnanti che “liberi dalla disciplina di docenza”, propongono testimonianze del loro operare e della loro ricerca:
“ZAB ART è un periodo, un momento spazio-temporale particolarmente significativo per la crescita artistica. Liberi dalla, ognuno di loro ha scelto il mezzo espressivo più consono a dar corpo al proprio lavoro, alla propria attività di indagine, di aggiornamento e di crescita. E così Daniela Caporali Viggiani, restauratrice, espone un recente saggio tecnico di stacco, ricollocazione e reintegrazione di un frammento di affresco del XVI secolo, e Marco Castracane, restauratore e storico dell’arte, un accurato esempio di riassemblaggio di un’anfora moderna in stile attico a figure rosse. L’abilità tecnica di Gabriella D’Anna, mosaicista e storica dell’arte, risalta nella copia del particolare di Ezechiele di Michelangelo, in micromosaico in vetro filato, mentre nell’opera Pietra viva indaga liberamente sinuose forme stilizzate.
La tecnica dell’intaglio lapideo torna nell’opera di Riccardo Civitella, marmoraro di antica tradizione, e in Otello Scatolini, scultore esperto, che con marmo e resine sintetiche, nella sua opera Equilibri affronta con raffinatezza estrema il tema della perenne ricerca di stabilità dell’essere umano. Il senso di abbandono e di precarietà traspare ancora in Quel che resta, articolata installazione di Romana Vanacore, artista raffinata e sensibile, che attraverso l’uso sapiente del grès esprime il senso della fragilità umana.

Con l’installazione Portali di Confine, Giovanni Papi celebra, ricomponendo elementi legati all’ambiente domestico e familiare, il rito del passaggio e della crescita, mentre Antonio Toscano, con Rivoluzione evoca il desiderio di cambiamento ricollegandosi al mito biblico di Davide e Golia e, contemporaneamente, Roberto Moscetta con i suoi Obelischi ricorda la forza di un simbolo.
Letizia Ardillo, raffinata pittrice, ne Gli angoli del mondo affronta il tema del limite partendo dalle lettere alef, mem e shin, rappresentazione simbolica dei tre elementi primordiali, mentre nell’opera Porta nascosta allude al percorso verso la conoscenza. L’astrazione è la via scelta da Cristiana Maria Pompei e Giuliano Salaro, artisti e restauratori; ma se nelle opere della prima i movimenti ritmati sembrano aver rotto un antico equilibrio formale, nel secondo sono i decisi tratti lanceolati a dare un senso all’intero dipinto intitolato Senza fine. La verticalità stratificata torna nella raffinata ricerca grafica di Anna de Ruvo che con Astra-zione n.2 Rosso, nero e giallo e con la gestualità espressiva presente in Astrazione n.2 nero e giallo rende omaggio alla grande tradizione informale, mentre Alessandra Pasqualoni con le sue opere il Canto dei Pesci e Catrame e margherite utilizza un linguaggio apparentemente festoso, ispirato alla pop art, per affrontare i drammatici temi della nostra contemporaneità. Alla realtà si ispira la ricerca artistica di Osvaldo Sabene, che nelle sue tele, permeate di delicata malinconia, con rapide pennellate ci offre scorci di Ponte Rotto e di Via Nazionale realizzati partendo da una attenta impostazione prospettico spaziale. Nel suo Autoritratto, Claudio Valenti, artista rigoroso, costruisce l’immagine con pennellate corpose, quasi materiche, che lasciano trasparire la sua formazione da scultore, aspetto che, unito al sapiente uso del mezzo fotografico, viene confermato anche nell’opera C.R.I. Strati di organza di seta, impreziositi da un disegno di foglie applicate, ispirate alla pittura zen sumi-e, caratterizzano il raffinato abito da sera disegnato e realizzato da Monica Cosimi, mentre Rossella Canuti, grafica e storica dell’arte, sembra ironicamente interrogarci con le sue opere. E se in Auree corrispondenze, il giocoso variare delle icone nel rapporto proporzionale matematico può dar vita ad allegorie tutte reali e possibili, in Languore d’inverno, la Canuti (ricollegandosi all’Oriente) con il testo del poeta Matsuo Basho ci lascia “riflettere” con un legìo una foglia caduca e un prezioso tessuto, sul suono e sul vento e sui colori del mondo”.  

DOCENTI
Letizia Ardillo, Rossella Canuti, Daniela Caporali Viggiani, Marco Castracane, Riccardo Civitella, Monica Cosimi, Gabriella D’Anna, Anna De Ruvo, Roberto Moscetta, giovanni Papi, Alessandra Pasqualoni, Cristiana Maria Pompei, Osvaldo Sabene, Giuliano Salaro, Otello Scatolini, Antonio Toscano, Claudio Valenti, Romana Vanacore.

ALLIEVI
Ester Aglioti, Helga Arantes, Gabriela Bove, Luciano Brunini, Emil Caruso, Lidia Di Nitto, Bianca Maria, Federico Lucio Fraschetti, Elisabetta Frau, Franca Gazzella,  Massimo Gricia Adelaide Lamesa, Veronica Mantovan, Mariana Mendiburu, Roberta Micocci, Marie-Christine Nasuti, Roberta Oppedisano,  Roberto Palombi, Annabella Pieri, Agnese Pisante, Rossana Placidi, Simonetta Salonia, Assunta Veneri, Rita Ventura, Maria Laura Venturelli



indirizzo
Via dei Portoghesi, 2
00186 Roma


orari
ore 17:00 - 20:00 domenica e lunedì chiuso

biglietto
Ingresso gratuito

vernissage
giovedì 6 aprile 2017 ore 18.30


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