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Venezia | Paolo Venini e la sua fornace
05/12/2016
- Elena Paloscia


periodo: 11/09/2016 - 08/01/2017
curatore: Marino Barovier
presso: Le stanze del vetro

Resterà aperta ancora fino all’8 gennaio la mostra dedicata a Paolo Venini e la sua Fornace allestita persso le Stanze del vetro a Venezia.
L'esposizione, a cura di Marino Barovier, presenta ben trecento opere  e ricostruisce la figura di questo imprenditore di origini lombarde “illuminato e creativo” che a partire dal 1925, anno della fondazione V.S.M. Venini & C. con Napoleone Martinuzzi e Francesco Zecchin, collaborò con alcuni dei più grandi maestri designer del vetro del Novecento.
In un arco di oltre 40 anni di lavoro, Venini divenuto presidente della società, creò sodalizi professionali con numerosi artisti, alcuni dei quali sono stati presentati in precedenti esposizioni presentate presso Le stanze del vetro, e con altri che vi lavorarono con minore assiduità, ma lasciando importanti testimonianze della loro creatività e dando vita ad oggetti di grande pregio tra questi Tyra Lundgren, Gio Ponti, Piero Fornasetti, Eugène Berman, Ken Scott, Charles Lin Tissot, Riccardo Licata, Massimo Vignelli, Tobia Scarpa, Grete Prytz.
L’esposizione ne sottolinea il ruolo di grande regista che seppe anche creare le condizioni e dare le direttive per la produzione di vetri nuovi e particolari come i vetri Diamante degli anni Trenta, cui si ispirò guardando il nord Europa.
Agli anni cinquanta risalgono altri vetri innovativi per design e tecniche che ottennero un grande successo sia in Italia, alla Triennale di Milano e alla Biennale di Venezia, che in ambito internazionale.
Partendo dalle tradizionali tecniche muranensi come ad esempio quella dello zanfirico e rielaborate secondo stilemi innovativi Venini ottenne 1950 e il 1954 raffinati oggetti come “gli eleganti zanfirici (1950-51) in vetro lattimo o in versione policroma, gli elaborati zanfirici a reticello (1954), monocromi e talvolta ricchi di colore, insieme ai vetri mosaico zanfirico (1954) impreziositi dall’articolata trama bianca che risalta sulla parete colorata. Di grande effetto, sono poi i vetri mosaico tessuto multicolore (1954), caratterizzati da un’inedita tessitura a fili policromi con tonalità delicate”.
Anche la tecnica della murrina rinnovata, poi è stata fonte d’ispirazione per la creazione di nuovi pezzi a partire dal 1953, da questa lavorazione tradizionale nascono nuove e “ricercate tipologie di tessuto vitreo, perlopiù opaco, (“a dame”, “mezzaluna”, “a puntini”) eseguito con suggestivi accostamenti cromatici”. Ancora una volta in questi manufatti si possono cogliere elementi del design nordico.
Nascono oggetti la serie dei vetri incisi (1956-57)”, monocromi con “delicate velature o incisioni” ottenute mediante lavorazioni a freddo. Contestualmente si possono ammirare una serie di bottiglie realizzate negli stessi anni dalle cromie vivaci simili a quelle disegnate da Gio Ponti, e due vetrate policrome presentate alla Triennale del 1957.
Tra gli artisti che lavorarono alla fornace per breve tempo tra gli anni trenta e gli anni cinquanta invitati da Venini stesso o che desideravano confrontarsi con questo tipo di manifattura si annoverano anche figure celebri l’architetto Gio Ponti (1891-1979), che nel dopoguerra realizzò realizzò a Murano originali bottiglie, servizi da tavola e lampade; di cui è possibile ammirare non solo una colorata selezione di bottiglie, ma anche disegni preparatori che ne illustrano la fase progettuale.
Un’ampia sala della mostra è dedicata agli artisti che nella seconda metà del XX secolo lasciarono testimonianza del proprio passaggio come il designer americano Charles Lin Tissot (1904-1994), che propose originali interpretazioni della tecnica dello zanfirico; l’ “acquario” di Ken Scott (1918-1989), fashion designer statunitense, che ideò una coloratissima serie di 18 pesci stilizzati in vetro opaco per il grande magazzino americano Macy’s, allestiti per l’occasione in una grande vetrina.
Il pittore veneziano Riccardo Licata (1929-2014) è l’autore di una piccola serie di vetri, presentati alla Biennale del 1956, e caratterizzati da una fascia di murrine di sua ideazione. Sono presenti anche le creazioni dello stesso Tobia Scarpa (1935), figlio di Carlo Scarpa, che tra il 1959 e il 1962, creò nuove serie in vetro murrino o battuto tra cui la celebre serie dei battuti, costituita da “grandi vasi sommersi con la superficie satinata e irregolare ottenuta con la tecnica della molatura, e degli occhi”.
Un’intera sala è dedicata alla ceramista svedese Tyra Lundgren (1897-1979), intorno agli anni trenta, è l’autrice, negli anni trenta di un ricco bestiario di volatili, pesci, serpenti, e di foglie dalle fogge variegate. In mostra anche disegni preparatori dell’artista.
Nel lungo corridoio centrale del percorso espositivo, si trovano infine lavori di Massimo Vignelli (1931-2014), architetto e designer che tra il 1954 e il 1957 ha realizzato per la Venini lampade, tra cui due segnalate alla terza edizione del Compasso d’Oro nel 1956, e servizi da tavola, coniugando un design d’ispirazione nordica cromie e tecniche muranensi. 
Del pittore americano di origini russe Eugène Berman (1899-1972) è esposta la serie Le rovine in vetro trasparente del designer Piero Fornasetti (1913-1988) un originale servizio da tavola, realizzato con iGio Ponti. Infine sono esposti anche alcuni gioielli in vetro e argento realizzati dalla designer norvegese Grete Korsmo (1917-2010).
Concludono il percorso la serie dei vasi opalini e le bottiglie, realizzate proprio da Paolo Venini.

In mostra sarà possibile vedere un film documentario dal titolo Paolo Venini. L’uomo di notte, che racconta, attraverso testimonianze e aneddoti, la straordinaria attenzione della Venini per i colori dei vetri, non solo per le forme, al punto che, cercando nuovi accorgimenti nella composizione delle “partìe” Paolo Venini rischiò di compromettere la sua vista.

Da segnalare infine le attività didattiche organizzate in occasione della m ostra da Artsystem un servizio gratuito di visite guidate per i visitatori de LE STANZE DEL VETRO (dal 24 settembre 2016), insieme alle attività didattiche gratuite rivolte a studenti delle scuole dell’infanzia, elementari, medie e superiori (da ottobre 2016). Sono previsti anche laboratori domenicali per famiglie (SUNglassDAY) e visite speciali per i giovani tra i 18 e i 25 anni (Fuso-Fuso!!).



indirizzo
Isola di San Giorgio Maggiore - Venezia

email: info@lestanzedelvetro.org

telefono
+39 041 522 9138

orari
10:00-19:00, chiuso il mercoledì

biglietto
Ingresso gratuito

disabili
si

catalogo
Skira, a cura di Marino Barovier e Carla Sonego

ufficio stampa
stampa@cini.it; press@lestanzedelvetro.org

web
http://www.lestanzedelvetro.org


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