MOSTRE
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Venezia | Geminiano Cozzi e le sue porcellane
20/03/2016
- Elena Paloscia


periodo: 19/03/2016 - 12/07/2017
curatore: Marcella Ansaldi e Alberto Craievich
presso: Ca’ Rezzonico, Museo del Settecento veneziano

Inaugurata a Venezia una grande mostra dedicata al ceramista - imprenditore Geminiano Cozzi che, giunto nella città lagunare da Modena intorno al 1754  e, dopo una prima esperienza in società con gli imprenditori sassoni Nathaniel Friedrich e Maria Dorothea Hewelcke, nel 1765 ha dato vita, presso le fondamenta di Canal Regio verso S. Giobbe, a una delle più apprezzate e longeve manifatture di porcellana nella Serenissima. 

Proprio in quella data la Repubblica gli aveva concesso, infatti, i contributi richiesti e la possibilità di lavorare la porcellana, anche in virtù del fatto che utilizzava materie prime locali, in particolare il caolino del Tretto un'area del comune di Schio (Vicenza), presso cui i veneziani già si approvigionavano di argento, piombo, ferro e rame.

L’esposizione, curata Marcella Ansaldi e Alberto Craievich, e organizzata dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, ripercorre le principali vicende della Manifattura Cozzi, presentando per la prima volta oltre seicento opere nel Museo del Settecento di Ca’ Rezzonico.
Si tratta di una straordinaria opportunità per riscoprire la storia di Geminiano Cozzi, imprenditore moderno e instancabile ricercatore di nuove soluzioni tecniche e, insieme, per conoscere la fortuna e l’evoluzione stilistica di una produzione di pregio estremamente varia, restituendole unitarietà grazie ai prestiti concessi, oltre che dai musei italiani ed esteri, anche da importanti collezioni private.

Grazie ad un allestimento concepito secondo un ordine sia cronologico che tematico si può comprendere la storia delle creazioni esposte, ma anche della manifattura stessa.
Di varie tipologie ed improntati al coevo gusto europeo gli oggetti in mostra tra cui vasellame da tavola, servizi da caffè, da tè, da cioccolata, recipienti di farmacia, vasi e suppellettili d'arredamento.
Si guarda alla Cina ma anche a Meissen e di Sèvres, senza però dimenticare che grazie alla perizia dei maestri artigiani, circa ottanta al culmine del successo della fabbrica, la fornace produceva anche oggetti del tutto originali.

Vivaci le cromie e i temi decorativi, prevalenti i rossi, i verdi, il blu, il porpora, impreziositi da inserti in oro d'oro zecchino. Molto apprezzati e diffusi i motivi ad intreccio dipinto e quelli naturalistici, in particolare floreali, con mazzi di rose, di tulipani, di viole dipiniti o talvolta a rilievo sui manici. Tra gli altri soggetti anche farfalle o ancora motivi paesaggistici di fantasia “capricci con costruzioni da giardino e filari di alberi” detti a "a bersò", ispirati alla pittura contemporanea.

Non mancano, infine, nella produzione della Manifattura Cozzi, le sculture di piccole dimensioni, ispirate alla porcellana viennese in stile rococò e neoclassico, statuette monocrome in porcellana bianca e i gruppi plastici policromi con scene sacre, mitologiche o allegoriche putti, fanciulle, nani e scene di genere o tratte dalla commedia dell’arte.

Guarda la mappa 

indirizzo
Museo del Settecento Veneziano
Dorsoduro 3136, 30123 Venezia


telefono
call center 848082000 (dall’Italia) +3904142730892 (dall’estero)

email
info@fmcvenezia.it

web
http://carezzonico.visitmuve.it/it/mostre/mostre-in-corso/mostra-geminiano-cozzi/2016/02/16444/geminiano-cozzi-e-le-sue-porcellane/

orari
10.00 – 17.00 fino al 31.III 10.00 – 18.00 dal 1.IV (la biglietteria chiude un’ora prima) Chiuso martedì

accesso per i disabili
si

biglietti
Intero: 10,00 euro Ridotto: 7,50 euro - per ulterioriinformazioni, consultare il sito del museo

catalogo
Antiga Edizioni, Crocetta del Montello, Treviso, 2016

ufficio stampa
Riccardo Bon press@fmcvenezia.it

vernissage
Inaugurazione:
Venerdì 18 marzo 2016
(esclusivamente su invito, fino a esaurimento posti disponibili)


Golconda Arte. Artigianato Artistico in Italia e nel mondo. Registrazione del Tribunale di Roma n. 210/2013 - Direttore Responsabile: Elena Paloscia
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