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Venaria Reale (TO) | Fatto in Italia, dal Medioevo al Made in Italy. Lo show del Made in Italy tra creatività e marketing.
17/06/2016
- Elisa Colapane


periodo: 19/03/2016 - 10/07/2016
curatore: Alessandra Guerrini; Barbara Brondi & Marco Rainò, per la sezione poetiche contemporanee
presso: Sala delle arti - La Venaria Reale

È una vera e propria ricognizione sul tema attraverso i secoli la mostra Fatto in Italia, dal Medioevo al Made in Italy, in corso a Venaria Reale fino al 10 luglio.
L’esposizione, a cura di Alessandra Guerrini, è dedicata alla storia delle manifatture di pregio italiane in un percorso avvincente e con oggetti preziosi e fragili giunti in prestito per l’occasione da importanti musei europei, come il Victoria and Albert Museum, il Louvre, il Museo dei Tessuti e delle Arti decorative di Lione, il Museo di Capodimonte, il Museo Nazionale del Bargello e il Castello Sforzesco.

Una parte della mostra, curata da Barbara Brondi & Marco Rainò, è dedicata alle poetiche contemporanee e ospita una selezione di oggetti realizzati da giovani designer italiani che, per le loro creazioni, lavorano i medesimi materiali utilizzati dagli artisti del passato (terra, ferro e vetro). 

Quello che oggi è indiscutibilmente un marchio fatto di eccellenze è nato proprio dall’apporto di culture e saperi differenti in un’Italia frammentata le cui vicende storico artistiche costituiscono i contesti da cui ha origine il Made in Italy che conosciamo oggi.
Molti i settori in cui l'Italia è diventata leader nel tempo, dalla lavorazione dei metalli a quella delle ceramiche, dei vetri, dei tessuti e molte altre. Ma le conosciamo davvero? Conosciamo le vicende socio-economiche che sottendono il successo delle n
ostre manifatture e il consolidamento anche all’estero dei marchi?

È quanto sarà possibile scoprire in mostra in un viaggio attraverso la produzione di oggetti di artigianato artistico nelle botteghe e nelle corti tra il Duecento e la prima metà del Seicento.

Un’avventura tra botteghe, corporazioni medievali, vere e proprie dinastie di artigiani e sovrani sempre in competizione con le altre corti europee.

Il percorso
L’allestimento è studiato in modo che sia possibile 
scoprire parallelamente i luoghi della produzione e i materiali ad essi legati. 
La prima sala è dedicata a Venezia del Medioevo, laboratorio e grande piazza commerciale per prodotti di lusso come sete, cristalli, cofanetti e specchi in cornici di avorio e osso.
Da Padova provengono i bronzi di piccole dimensioni apprezzati all’inizio del Cinquecento in tutto il nord est dell’Italia: si tratta di oggetti d’arredo spesso ispirati all’antico e destinati per i loro contenuti colti a principi ed eruditi.
Un importante ruolo nella produzione di oggetti metallici tra il Duecento e il Settecento è quello della Lombardia, territorio ricco di miniere e corsi d’acqua, da cui provenivano armature richieste in tutta Europa, come quella appartenuta a Enrico II di Francia e ricca dei suoi emblemi, mobilio, forzieri, spade, archibugi e pistole. Sempre in metallo è un affascinante mappamondo intarsiato in oro e argento.
Moltissimi i tesori prodotti nella Milano della seconda metà del Cinquecento. Qui spesso erano gli artisti a fornire i disegni a orafi, incisori, ricamatori. Si tratta di oggetti che ottennero enorme successo anche all’estero tra le famiglie regnanti, che desideravano trasferire presso le loro corti le manifatture stesse. Ne sono testimonianza "le coppe praghesi dei Miseroni, i cammei oggi a Vienna, le armature da parata degli imperatori, tra cui spicca l’insieme straordinario di elmo all’antica con testa di leone e scudo con la Medusa".
Due sale sono dedicate alla maiolica italiana e alle produzioni nelle diverse città realizzate da singole botteghe o da gruppi familiari.  Anche in questo caso il grande prestigio che le manifatture italiane avevano all’estero è evidente dagli stemmi che le famiglie straniere facevano apporre sui servizi di nozze commissionati nel nostro paese.

Per il settore tessile nella seconda metà del Cinquecento è Genova la città più attiva nella produzione e nel commercio della seta. In mostra damaschi e velluti, un’intera sala, inoltre, ospita il grande letto ricamato di Albisola e i seicenteschi teli in velluto provenienti dal palazzo genovese dei Doria.
La Sicilia è protagonista, infine, nella lavorazione artistica del corallo tra il Quattrocento e Settecento. Tra i molti oggetti anche i lavori di grandi dimensioni detti trionfi e quelli “in picciolo”. Una produzione ambita in tutta l’Europa da principi e collezionisti anche per la valenza simbolica di protezione attribuita al pregiato materiale proveniente dai celebri banchi di corallo di Trapani.

L’ultima sezione Poetiche contemporanee presenta le opere di autori e progettisti i cui procedimenti tradizionali spesso si “ibridano con le nuove tecnologie” dando origine ad un nuovo modo di produrre.
Tra questi Breaking the Mould (Riccardo Berrone, Federico Bovara, Luca Coppola, Chiara Onida) e Materiaterza (Chiara Costantini, Fabrizio Goglia, Davide Tuberga) con la collezione di vasi in vetro Venice>>Future (2015); Faberhama (Paola Amabile, Alberto Fabbian) con &Ability (2012), un tavolo in rovere che può essere configurato in modi diversi; Formafantasma (Simone Farresin, Andrea Trimarchi) De Natura Fossilium (2014) con una collezione di vasi, contenitori, sgabelli, tavolini, orologi, specchi, tessuti; Jacopo Foggini con Chandelier collezione Brilli (2014) realizza sculture luminose monumentali con l’utilizzo di filamenti di metacrilato somigliante al vetro; Martino Gamper con l’operazione di If Gio Only Knew… (2007) crea una serie di mobili tra cui tavoli, trumeau, sedute, mensole, specchiere; NUCLEO, collettivo guidato da Piergiorgio Robino, in Stone Fossil (2014) e in Souvenir of the Last Century (2015) utilizza un processo primitivo adoperando resina epossidica pigmentata;  Paolo Polloniato, con Tritone con vista (2012), Metamorfosi (2011) e Metamutoide (2014) produce porcellane confondendo epoche e stili, linguaggi estetici e significati formali. Andrea Marcante e Adelaide Testa (UdA) con Cose Da Bocia (2014) propone una collezione di Kids Furniture connotata da criteri di versatilità e di alta trasformabilità nel tempo; Paolo Ulian e Moreno Ratti presentano il vaso Introverso (2014), inciso in un parallelepipedo di marmo per mezzo della sbozzatura con frese piane; Giorgia Zanellato e Daniele Bortotto con la serie Acqua Alta (2014), che si compone di cinque “variazioni” sul tema del dominio dell’acqua nella città di Venezia, presenta un tappeto, una lampada, dei vasi in vetro, una serie di tessuti e un diffusore di fragranze. Infine Zaven (Enrica Cavarzan, Marco Zamagno), con le due serie Make It e Lorem Ipsum (2010), crea gioielli pensati per assumere una configurazione finale decisa dalla persona che li indossa.

Una mostra dunque che ci consente di comprendere anche le modalità di produzione e commercio del passato e le vere e proprie strategie di marketing perseguite sia dalle grandi famiglie di artigiani italiani, mediante matrimoni e trasferimenti di familiari per aprire nuove botteghe all’estero,  sia  dalle corti nella promozione dei prodotti e dei marchi. Un tale successo, quello del fatto in Italia, cui risale anche l’origine del mercato dei falsi, creati per imitare questi pregiatissimi prodotti soprattutto in campo tessile. Dal punto di vista prettamente artistico, infine, è interessante ricordare come la facilità nel trasferire oggetti di piccola dimensione le cui iconografie erano ispirate spesso all’antichità o desunte da dipinti e sculture abbia contribuito anche alla diffusione in Europa dello stile italiano. Uno stile rinnovato oggi dai quei designer che nell'esigenza di autoprodurre il proprio lavoro e promuoverlo sul mercato sperimentano incessantemente soluzioni originali e spesso inedite. 



indirizzo
Reggia di Venaria, Piazza della repubblica 4 Venaria Reale (To)

telefono
0114992333

biglietto
12 euro Ridotto (gruppi di min. 12 persone, maggiori di 65 anni e quanti previsti da Gratuiti e Ridotti) 10 euro Ridotto over 6 under 21 (ragazzi dai 6 ai 20 anni) - Universitari under 26 6 euro Scuole (classi minimo di 18 studenti, ingresso gratuito per 2 accompagnatori ogni 27 studenti) 3 euro Minori di 6 anni e quanti previsti da Gratuiti e Ridotti Gratuito La mostra è compresa nel biglietto di ingresso “Tutto in una Reggia”

disabili
si

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