RECENSIONI
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Roma - Matisse. Arabesque. L’Oriente e la genesi della creatività.
15/03/2015
- Elena Paloscia


periodo: 05/03/2015 - 21/06/2015
curatore: Ester Coen
artista: Matisse
presso: Scuderie del Quirinale

Se per Matisse “vedere è già un atto creativo”, la mostra Matisse Arabesque, alle Scuderie del Quirinale a Roma, che resterà aperta sino a giugno, sembra essere un omaggio proprio a questa affermazione e un invito per il pubblico ad imparare a vedere.
Tutto qui ha inizio in una passione, l’Oriente, che si rivela come un piacere sottile che rivoluziona la percezione e il senso dello spazio. Non è facile immaginare, pensando all’arabesque, linea semplice o intrecciata, stilizzata, propria del mondo islamico in cui vi è la proibizione di rappresentare la figura umana, come un artista europeo della fine dell’Ottocento abbia saputo coglierne le importanti implicazioni soprattutto spaziali, traghettando la propria arte pienamente nell’era contemporanea.
Questa esposizione celebra Matisse come colui che ha saputo “vedere” e sposare culture differenti senza pregiudizio, con la passione pura di chi sceglie privilegiando il proprio intuito. Un intuito che lo ha condotto in una dimensione spaziale del tutto nuova da cui partire per rappresentare il proprio mondo.
Sono proprio i manufatti delle culture orientali che aveva ammirato e di cui si circondava, oggetti d’uso, decorazioni, disegni, la principale fonte d’ispirazione per quell’universo di interni, nature morte, odalische, ritratti: un mondo intimo che Matisse interpreta magistralmente uscendo dalla logica della rappresentazione dell’Oriente dei maestri orientalisti dell’Accademia come Bouguereau per accogliere piuttosto la dimensione simbolica e visionaria di Gustave Moreau.
Ma a queste visioni Matisse dà un ordine, sottrae corpo, aggiunge colore, anima la superficie con linee e motivi dell’estremo Oriente e del Mediterraneo.
Abiti, tessuti, tappeti, pannelli in ceramica, mattonelle, piatti, intarsi in legno, scudi, maschere e stuoie africane, provenienti da Giappone, Turchia, Marocco, Algeria sono le suggestioni che la mostra propone grazie a prestigiosi prestiti internazionali. Così il visitatore ha modo di rivivere le stesse emozioni che l’artista ha vissuto in gioventù, una scoperta graduale, visitando prima il Louvre poi l’Esposizione Universale del 1900, la mostra sull’ “Arte maomettana” a Monaco di Baviera nel 1910 e, successivamente, con i suoi numerosi viaggi e soggiorni, a partire dal 1906, da cui riportava spesso con sé manufatti originali. Sono suggestioni che non solo lo circondano tenendo vivo il senso degli accordi cromatici che percepisce in modalità musicale, ma che introietta nei dipinti lasciando sulla superficie, proprio come l’emozione lascia la sensazione, le tracce di quelle “rivelazioni”.
La mostra, divisa in dieci sezioni, presenta nuclei di opere provenienti dai più importanti musei, tra cui Tate, MET, 
MoMA, Puškin, Ermitage, Pompidou, Orangerie, Philadelphia, Washington, organizzate - come spiega la curatrice Ester Coen - come isole tematiche e non in senso cronologico, ma per affinità iconica e percettiva. Figure in cui la progressiva astrazione e sintesi, che risente talvolta anche della lezione primitivista e cubista, si risolve in una superficie che dilata lo spazio interiore. Qui i rimandi visivi sono spesso espliciti a manufatti preziosi che vengono da tutto il mondo. 

I suoi interni, come “Interno con fonografo del 1934” o “Ramo di pruno su fondo verde” del 1948, sono costruiti come paesaggi, risolti sulla superficie del dipinto attraverso accordi cromatici e linee essenziali. Sono le stesse linee che, come ha appreso dall’arte orientale, semplificando bordure vegetali, fiori ed altre forme naturali, donano alla natura stessa una sorta di eternità privandola di quella parte sensibile soggetta al deperimento. Questa raggiunta astrazione, che si ritrova anche negli sfondi, negli abiti, nei disegni e nelle rappresentazioni degli alberi, consente a Matisse di esplorare gli spazi attraverso l’elemento decorativo, cui tuttavia restituisce un certo grado di sensibilità con accorgimenti che tengono conto della lezione del non finito di Delacroix che ammirava particolarmente.
La medesima sensibilità si ritrova nella grande impresa teatrale in cui ha l’occasione di sperimentare la fusione delle arti in relazione alla vita e allo spettacolo: la creazione di costumi, presentati in mostra, per il poema sinfonico “Le Chant du Rossignol” di Igor Stravinskij, disegnati nel 1920 per il balletto coreografato da Léonide Massine. Matisse concepisce il palcoscenico come una grande orchestra di colori e di linee in cui può inserire tutti i personaggi della corte imperiale, dal guerriero al mandarino, dal ciambellano alla ballerina portatrice di lanterna, dal cortigiano al dolente. Sono proprio i loro straordinari costumi, realizzati con intarsi di stoffe misti a pittura e ricami che ci consentono di rivivere le atmosfere della fiaba di Hans Christian Andersen, cui il compositore si era ispirato. Cimentarsi con questi manufatti in cui utilizza tecniche diverse, costituirà poi per l’artista lo spunto per proseguire nelle sue ricerche soprattutto per quanto riguarda l’uso di gouaches découpés, i collage che caratterizzano parte della sua produzione. Qui, mediante la giustapposizione di tasselli di carta, gli incastri ancora una volta riportano ad una realtà in cui percezione e astrazione hanno raggiunto un perfetto equilibrio, il medesimo che si percepisce negli oggetti posti a confronto, tutti da scoprire, quasi condividessero con i dipinti del maestro francese uno spirito comune, legato principalmente ad un sentire armonico ed universale.

Leggi il comunicato stampa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

indirizzo
Via XXIV Maggio 16, Roma

telefono
Tel. 06 39967200

email
infosdq@palaexpo.it

web
http://www.scuderiequirinale.it/

orari
dalla domenica al giovedì dalle 10.00 alle 20.00 venerdì e sabato dalle 10.00 alle 22.30 L'ingresso è consentito fino a un’ora prima dell’orario di chiusura

accesso per i disabili
si

biglietti
Intero € 12,00 Ridotto € 9,50 Ridotto 7-18 anni € 6,00 Ingresso gratuito fino ai 6 anni

catalogo
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ufficio stampa
Pier Giorgio Paris - Lucia Crespi, Skira - Federica Mariani , Mondo mostre

vernissage
4 marzo 2015 - Su invito

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