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Roma | I gioielli ci raccontano: Paola Ranfi e le sue allieve espongono le loro creazioni
29/11/2016
- Anna Maria Di Stefano


periodo: 03/12/2016 - 09/12/2016
artista: Maria Paola Ranfi con Emilce Asprilla Pieri, Maria Grazia Barone, Chiara Bertucci, Gabrielle Delille, Paola Gallio, Angela Poti, Elisa Romano, Giovanna Rosa
presso: Atelier Simonelli

In un momento di rinascita per l’interesse dell’oreficeria artigianale ecco una mostra da non perdere: I gioielli ci raccontano: Paola Ranfi e le sue allieve espongono le loro creazioni.
Il titolo evidenzia come i gioielli esposti raccontino il mondo interiore dell’artista - un mondo in cui spesso si rifugia - a cui è approdata in anni di studio, riflessione, esperienze di vita, crescita personale.
E, al tempo stesso, sottolinea come raccontino anche il mondo di chi li indossa, che li ha scelti per affinità, per empatia.

Sono esposte in mostra le due nuove collezioni di Maria Paola RanfiIl risveglio dei giusti e In quel mondo di porcellana, a cui fanno da corollario alcune opere delle sue allieve. 
Nello spazio, a 63 anni luce da noi, ruota un pianeta che ha gli stessi colori della terra, “il pianeta blu”, un gioiello incastonato appena fuori dal Sistema Solare. Sollecitata da questa notizia - appresa casualmente da un telegiornale - l’artista ha ideato, progettato e realizzato la collezione Il risveglio dei giusti.
Una linea di gioielli che racconta di come quel pianeta, così simile alla terra, si fosse ribellato alle violenze dei suoi abitanti trasformandoli in pietra e di come, mano mano, avvenisse appunto il "risveglio dei giusti".
Le creazioni di Paola (spille, ciondoli, oggettistica varia) colgono - con dettaglio di particolari - l’attimo in cui i buoni tornano alla vita. Fra tante preziosità finemente realizzate colpisce la Ballerina, rappresentata proprio nel momento in cui “riprende fiato”, o Elisa - volto di metallo prezioso - con i capelli ancora di pietra.
La ricerca delle pietre utilizzate per questa collezione è stata lunga perché la maggior parte non sono “pietre preziose” nel senso comune del termine: l’artista ha cercato e utilizzato pietre che si trovano in natura allo stato grezzo, non trattate ma solo raccolte, proprio per trasmettere il messaggio che la natura stessa è preziosa. Ed ecco rose del deserto, opali non trattati… Una collezione che lancia un monito ecologico, che vuole ricordare quanto sia importante il rispetto della natura.


La seconda collezione
presentata è In quel mondo di porcellana. Oggetti essenziali nel colore: porcellana bianca, raffinati nella fattura, rifiniti con materie preziose - oro nelle varie declinazioni dei suoi colori, ecc.
Prendendo spunto dai mondi de Il piccolo Principe - una lettura per lei formativa negli anni dell’adolescenza, spunto di riflessione e di crescita - Paola immagina un mondo in cui i protagonisti siano personaggi di porcellana che, raccontando i loro sogni, le loro paure si trasformano in gioielli. Molte le figure femminili (un motivo costante nelle opere dell’artista, simbolo di maternità, di vita) che popolano questo mondo: di particolare rilievo una spilla che rappresenta una donna all’interno di un fiore traforato.
Molti i personaggi della quotidianità, del sottobosco: un coniglietto, un serpente con un'ametista in castone d’oro dal taglio “briolettato a cuscino”, e tanto altro ancora.

Entrambe le collezioni sono costituite da una serie di oggetti di raffinata fattura. Creazioni inaspettate - come sono sempre quelle della Ranfi - “non scontate”, in cui la parte posteriore continua a stupire, è “altro” rispetto a quello che si possa immaginare guardando l’oggetto frontalmente: quasi un’opera double face. Oggetti realizzati in una continua ricerca del particolare, di cose che si scoprono un po’ alla volta - come afferma l’artista stessa - come ho fatto anch’io con me stessa perché “L’essenziale è invisibile agli occhi, non si vede che col cuore” (da Il piccolo Principe).
Quasi a guardia dei suoi gioielli e per ricordare le due nature di Paola, orafa e scultrice, vigila attenta Valeria, della serie Compagne di vita, scultura a grandezza naturale in vetroresina.
Alle due collezioni della Ranfi fanno da corollario alcune creazioni delle sue allieve: Emilce Asprilla Pieri, Maria Grazia Barone, Chiara Bertucci, Gabrielle Delille, Paola Gallio, Angela Poti, Elisa Romano, Giovanna Rosa. Tutte vedono sintetizzato il loro lavoro nell’affermazione: "La nostra cultura affonda le sue radici nel passato e attraverso le forme e i colori dei nostri gioielli viene sintetizzata ed astratta permettendoci di raccontare personali atmosfere e stati d’animo".

Cenni biografici
Maria Paola Ranfi, orafa e scultrice, è nata e vive a Roma. Da anni è presente nel panorama della bigiotteria di alta moda, dell’oreficeria, della scultura passando con pari competenza professionale ed eleganza creativa dalla micro alla macro tridimensionalità. Nell’ambito della bigiotteria ha lavorato - fra gli altri - per Helietta Caracciolo, Valentino e Mila Shoen Caracciolo. Come prototipista ha realizzato gioielli e oggettistica su disegni dell’artista Pablo Echaurren, per la mostre Crhomo Sapiens (Roma, Palazzo Cipolla, dicembre 2010-marzo 2011) e Pablo Echaurren a Siena (Siena, Magazzini del sale, settembre-novembre 2008). Da scultrice ha realizzato anche opere di grandi dimensioni fra cui la Via Crucis (15 formelle, 80x100 cm cad.) per la Chiesa di Santa Edith Stein di Roma. Vanta una pluriventennale esperienza di insegnamento come docente dello "IED" (Istituto Europeo di Design), presso il centro di formazione professionale di Roma Capitale e nella "Scuola delle Arti Ornamentali di San Giacomo" in Roma.
Esposizioni recenti: Chosen for you (Roma, Galleria RossoCinabro, 12-30 dicembre 2015); Be Contemporary Thinking. Rome-New York (Roma, Galleria RossoCinabro, 18-30 novembre 2015).

Leggi anche

I mondi di Paola. L’arte orafa di Maria Paola Ranfi

 



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