RECENSIONI
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Piccoli e grandi tesori delle arti applicate in età augustea alla mostra “Augusto” alle Scuderie del Quirinale
27/01/2014
- Elena Paloscia


periodo: 18/10/2013 - 09/02/2014
curatore: Eugenio La Rocca, Claudio Parisi Presicce, Annalisa Lo Monaco, Cécile Giroire, Daniel Roger
presso: Scuderie del Quirinale Roma

Non solo sculture, rilievi e gruppi scultorei per la mostra dedicata al bimillenario di Augusto dalle Scuderie del Quirinale, ma una preziosa selezione di materiali relativi alle arti applicate di assoluto pregio provenienti da collezioni private e dai più importanti musei del mondo tra cui Louvre, Biritish Museum, Metropolitan Museum e i principali musei archeologici italiani.
La mostra, che sarà trasferita a Parigi al Grand Palais, ripercorre attraverso le nove sezioni tematiche, l’ascesa al potere di Ottaviano e la profonda metamorfosi storico-sociale in età augustea. Proprio il lungo periodo di pace, seguito alle vittorie di Augusto, favorisce la nascita e il prosperare di una classe aristocratica amante del lusso e la conseguente diffusione delle arti. Gli egizi, i greci e la cultura orientale, costituiscono i principali punti di riferimento per questa renovatio che vede nella città un continuo crescere di botteghe e di artigiani, provenienti anche dall’estero. Tutto questo fermento determina un cambiamento del gusto testimoniato dai preziosi reperti esposti in mostra: gioielli e pietre incise, camei, suppellettili e arredi per le abitazioni, oggetti d’uso quotidiano rinvenuti in ville o in sepolture aristocratiche. Oggetti che, nelle iconografie e nella scelta degli elementi decorativi, riflettono esattamente l’avvenuta conquista del potere assoluto e il messaggio che il Princeps intendeva diffondere, identificandosi con divinità, eroi e sovrani dalla fama leggendaria.
Ciò avviene in particolare per la glittica di cui sono presenti esemplari di assoluta qualità, spesso utilizzati dalla famiglia imperiale come dono. Tra questi l’ametista con trofeo e prigionieri, in sardonica bicolore, del Kunsthistoriches Museum di Vienna, la gemma intagliata, raffigurante Agrippa, valente militare e futuro genero di Augusto, che porta un diadema intagliato con i rostri simbolo della sua vittoria navale nella Battaglia di Azio, della Biblioteca Nazionale di Parigi, l’intaglio con raffigurazione di Vittoria Roma della Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli il vetro della seconda metà del I sec., Il cameo di Augusto come Apollo, divinità tutelare del potere di Augusto, del Museo Archeologico di Firenze, Il cameo Blacas del British Museum, e la sardonica Malborough recano gli attributi di Giove e di Alessandro Magno, ma il Princeps si identifica in altri preziosi oggetti anche con Mercurio, come vincitore sul Caos dopo la battaglia di Azio, con Helios che guida il carro del sole, con Perseo.
Anche le armature recano testimonianza di questo clima di propaganda, l’Elmo gladiatorio con Marte Ultore, ad esempio, del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, trae il suo nome dalla riproduzione dell'immagine della statua di Marte Ultore legata proprio alla dedica del tempio nel foro di Augusto alla divinità cui l’imperatore aveva fatto voto per sostenere la vendetta (ultio) sugli uccisori di Cesare, voto sciolto dopo la battaglia di Filippi.
La mostra presenta al pubblico anche numerosi oggetti di arredo provenienti dalle sepolture, dalle ricche dimore pompeiane o da ritrovamenti avvenuti nelle provincie dell’Impero.
Tra questi: un cratere con decorazioni a girali in argento, copia galvanoplastica di originale perduto presso Hildesheim, La lucerna con testa di Giove Ammone, dalla casa di Paquio Proculo a Pompei, che sostituisce il tradizionale sistema di illuminazione con candele di sego e resina. L’affermazione e la diffusione di un gusto e raffinato testimoniato da questi reperti si deve ai contatti con l’Oriente generati in seguito alle guerre del I e del  II secolo a. C. che hanno permesso ai romani di conoscere il sontuoso mobilio ellenistico. Significative anche le testimonianze relative agli arredi monumentali in marmo scolpito, come candelabri e crateri decorati a rilievo realizzati nelle botteghe greche, di Atene e Delo e agli arredi funzionali o decorativi rinvenuti presso le ville e gli horti, come mobili, tavoli anche pieghevoli con gambe modellate in forma di chimere, sfingi, leoni, letti in avorio e in osso o in bronzo a gambe tornite destinati alle sale tricliniari, sgabelli decorati a pannelli a traforo, tripodi per bacili lucerne e candelabri per illuminare le abitazioni. Tra i pezzi più celebri esposti in mostra: il braciere del Museo nazionale archeologico di Napoli, decorato con i satiri trifallici, proveniente dalla casa di Julia Felix di Pompei, che tanto successo ha avuto presso la cultura figurativa neoclassica. Di grande suggestione anche il Trapezoforo con sfinge, in marmo pentelico e il tripode un supporto versatile per bacili, bracieri o piani di tavolini, simbolo dell’oracolo apollineo e strumento di propaganda per il Princeps.
Anche la stoviglieria in vetro, bronzo e argento, proviene da sepolture o da ville: la splendida serie in argento del Tesoro di Boscoreale, ora al Louvre, comprendente coppe, ciotole, cucchiai, contenitori per salse, bicchieri, portauova, è un esempio raffinato di lavorazione a sbalzo del metallo con motivi provenienti dal mondo naturale, mentre le tazze di Hoby, provenienti dalla Danimarca, recano episodi del ciclo omerico.
La raffinatezza del gusto, unitamente alle nuove conquiste tecniche, conduce all’incremento, a fianco della produzione ceramica e in bronzo, della produzione di stoviglieria di lusso e di uso quotidiano in vetro. Queste suppellettili, realizzate con la tecnica del vetro soffiato o a stampo, avevano il pregio, oltre ad essere belle ed impermeabili, di non conservare l’odore, qualità molto appezzata dai nobili romani.
Restano pezzi affascinanti tra cui balsamari e ampolle per contenitori di unguenti, vetri e scodelle policrome e i pregiatissimi vetri cameo, blu e bianchi, ispirati al repertorio ellenistico di matrice dionisiaca.
Di grande interesse anche i vasi in ceramica sigillata, decorati con stampi o punzoni che permettevano di ripetere il motivo scelto, pezzi spesso firmati, grazie ai quali è possibile ripercorrere le vicende legate alle botteghe artigianali romane. Altre suppellettili preziose in mostra provengono ancora dalle sepolture, si tratta di vasi in alabastro o in cristallo di rocca e di vetri policromi.
L’esposizione presenta, infine, una selezione di gioielli, ripercorrendo la storia delle forme e delle gemme più apprezzate molte delle quali conosciute attraverso i bottini di guerra. Complesse e ricercate le lavorazioni per gli orecchini d’oro a grappolo, a spicchio di sfera o a granulazione, più semplici le collane, mentre merita una menzione speciale un oggetto di origine greca, la cui fortuna non è mai venuta meno, il bracciale in oro (Armillae), con motivo del serpente agatodemone, con carattere apotropaico e beneaugurante.
Soggetti a dispersione per la propria natura preziosa, per le piccole dimensioni, vittime del mercato antiquario ottocentesco, frutto di commerci ed espatri più o meno leciti e condivisibili, questi oggetti oggi sono conservati nei più importanti musei del mondo.
La mostra ha il pregio non solo di averli riuniti, ma di aver ricostruito, più che con l’allestimento, attraverso un catalogo, edito da Electa, con schede opera approfondite e ben fatte, i contesti di produzione e di appartenenza, valorizzandone, oltre l’indiscussa bellezza e qualità, contenuti e simbologie.

 

 

 

indirizzo
Via XXIV Maggio 16, Roma

telefono
Tel. 06 39967500

web
http://www.scuderiequirinale.it/categorie/mostra-augusto-roma

accesso per i disabili
si

biglietti
Intero € 12,00 Ridotto € 9,50

catalogo
Electa

patrocini
Enti promotori Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo - Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, Roma Capitale - Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Cul

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