RECENSIONI
condividi:
Padova - Bianca Lopez e la Jewelry Art and Design a Manhattan
28/03/2015
- Fabiana Anfuso


periodo: 27/03/2015 - 26/04/2015
curatore: Alessandra Possamai Vita
artista: Manuela Arnal, Diane Hulse, Vivian Saade, Elena Thiveou, Alberta Vita, Mary Zayman, Peppercotton (nome sotto cui si cela il duo formato da Patrick Culpepper e Aurelia Cotton)
presso: Oratorio di San Rocco Padova

C’è solo un mese di tempo per visitare la mostra “Bianca Lopez e la Jewelry Art and Design a Manhattan” allestita nel cinquecentesco Oratorio di San Rocco, sede deputata ad accogliere eventi dedicati alla gioielleria contemporanea di ricerca, secondo il riuscito intento di offrire un’ambientazione storica ai linguaggi della contemporaneità.
Attraverso l’esposizione di un centinaio di gioielli, la mostra offre l’occasione di scoprire la creatività, lo stile, l’innovazione e la diversa interpretazione del gioiello di design di otto artisti provenienti dalla Scuola di Bianca Lopez a New York. I loro nomi sono: Manuela Arnal, Diane Hulse, Vivian Saade, Elena Thiveou, Alberta Vita, Mary Zayman, Peppercotton (nome sotto cui si cela il duo formato da Patrick Culpepper e Aurelia Cotton).
Tutti gli artisti presenti in questa esposizione si sono formati in prestigiose scuole di design – ambienti dalla forte connotazione multietnica e multiculturale –, dove l’apprendimento della tecnica si accompagna allo studio delle scienze umane, come la sociologia, la psicologia, l’economia. Facendo proprie originali tecniche di fusione e lavorazione dei metalli e vedendo nel passato come nel presente inesauribili e stimolanti fonti di ispirazione, questi designers, secondo le parole di Mirella Cisotto Nalon, “creano gioielli che dialogano non solo con il mondo dell’arte contemporanea ma anche con quello del fashion e della moda”.
Creatrice di gioielli che riflettono una forte passione per le pietre, soprattutto tormalina e crisoprasio, la designer portoricana Bianca Lopez, prima di fondare la Scuola frequentata dai protagonisti di questa collettiva, è stata allieva della Parsons School of Design e del Fashion Institute of Technology (FIT) di New York, divenendo negli anni una delle orafe più stimate del panorama artistico newyorkese.
Manuela Arnal, originaria della Bolivia, attinge alla sfera del subconscio per creare gioielli unici. Attraverso la tecnica della cera persa, modella le forme in superficie direttamente con le dita seguendo schemi spesso casuali. Anche il ricorso allo smalto, utilizzato con estrema varietà di forme e colori, le consente di raggiungere esiti svincolati dal controllo razionale, di tono quasi surrealista, come nella originale collana “Country Side”, dove un filo di pietre nere è interrotto da un medaglione in rame di forma irregolare ricoperto di smalto sui toni del verde e del blu.
Americana di Chicago, Diane Hulse conduce un’interessante indagine sulle forme organiche della natura, mondo suggestivo e carico di mistero. Questa fascinazione si traduce in creazioni dalle forme spesso irregolari, con una forte impronta scultorea, in cui frequente è l’utilizzo di plastiche, resine e objets trouvés (penso agli orecchini “A Pair in the Paddock” o alla collana “On the Way Home”, i cui titoli sembrano l'incipit di una storia). Sono gioielli caratterizzati da accostamenti cromatici stridenti, che rivelano l’ammirazione per l’opera astratta del pittore tedesco Gerhard Richter, e per i paesaggi dissolti nella luce di William Turner. Alla sua ricerca, tuttavia, non è estraneo neppure il linearismo tipico dell’arte giapponese espresso da artisti come Katsushika Hokusai.
Sono invece tutte in materiali pregiati, oro e soprattutto argento, le creazioni qui esposte di Vivian Saade, che orienta la propria ricerca sulla luce e sulle capacità riflettenti del metallo, con uno sguardo attento ai linguaggi essenziali del graphic design. Sono gioielli interamente giocati sulle linee curve e tondeggianti, sulle forme concave, sull’equilibrio ritmico dei pieni e dei vuoti.
L’argento è il materiale privilegiato anche dalla designer di origini greche Elena Thiveou, che lo ha utilizzato per la sua collezione dal titolo “Lenticular”, una serie di anelli, pendenti e spille realizzati tra il 2014 e il 2015 che, in forme semplificate, richiamano alla memoria le armi adottate dagli antichi greci come lo scudo acheo e l’ascia bipenne. La tecnica della granulazione, appresa proprio da Bianca Lopez, rende leggermente opaca la superficie di questi gioielli dai volumi pieni ed essenziali.
Le otto creazioni di Alberta Vita presenti in mostra denotano tutte uno spirito geometrico e minimalista. Designer della Scuola Orafa Padovana, formatasi sotto l’ala di maestri come Francesco Pavan, Giampaolo Babetto e Giuliano Reveane, da circa due anni Alberta Vita divide la sua attività tra Padova e New York, e sono proprio le forme della metropoli americana ad ispirarla: l’anello “Manhattan” riproduce, anche se involontariamente, il perimetro dell’isola newyorkese, nella splendida collana “Streets of Manhattan” lisci e regolari segmenti in argento si alternano a segmenti in cianite dai bordi slabbrati, una serie di spille e anelli in oro e argento satinato – questi ultimi composti da forme tubolari a sezione quadrata o circolare – portano titoli che richiamano in modo esplicito i paesaggi metropolitani della Grande Mela come “Corners of New York” e “Tunnel di Manhattan”.
Mary Zayman, invece, attinge al mondo reale come al subconscio, e adotta contemporaneamente materiali poveri e preziosi (argento, acciaio, resine, perle, coralli, zaffiri, ambra, agata etc.). Con le sue creazioni ci si addentra in un universo colorato e giocoso, in cui è sempre presente la ricerca di un effetto traslucido: assistiamo a una scazzottata sul pendente della collana “Fisticuffs”, mentre “Bicycle Ring”, un anello da indossare su due dita, riproduce appunto la sagoma di una bicicletta.
Con Peppercotton si respira un clima alternativo. Per creare i loro “chokers” Patrick Culpepper e Aurelia Cotton si servono di sottili tubi di nylon riempiti di cristalli Swarovski multicolor, oppure di paillettes, sezioni di polimeri e piccoli giocattoli (per esempio dadi, minuscole bottigliette di Coca-Cola, scarpine delle Barbie). È con questi materiali assolutamente inusuali che i due artisti rivisitano in chiave moderna motivi classici quali il nodo d’amore, come nella collana “Rubik’s Knot”, in cui il nodo intrecciato è un omaggio al famoso Cubo magico, il celebre rompicapo inventato nel 1974 dall’ungherese Ernö Rubik e commercializzato con grande fortuna in tutto il mondo.
I risultati raggiunti da questo sodalizio artistico hanno ottenuto un alto apprezzamento nel campo della moda. Le creazioni di Peppercotton, infatti, già da qualche anno vengono scelte da importanti stylist e fashion editor per i redazionali delle maggiori testate internazionali di moda come Elle e Vogue.
La mostra è accompagnata da un catalogo bilingue (italiano/inglese), concepito come un repertorio di immagini e preceduto da un breve saggio della curatrice Alessandra Possamai Vita, che riflette nella grafica e nell’uso accattivante del colore il dinamico e sfaccettato clima culturale newyorkese.

Leggi il comunicato stampa

indirizzo
via Santa Lucia, 35139 Padova, Italia

telefono
049 8753981

email
serviziomostre@comune.padova.it

web
http://padovacultura.it

orari
da martedì a domenica 9.30-12.30, 15.30-19.00, chiuso i lunedì non festivi

accesso per i disabili
si

biglietti
ingresso gratuito

catalogo
Studioverde Edizioni, Curtarolo (Padova)

ufficio stampa
Alessandra Zabbeo

vernissage
26-03-2015 ore 18.00

patrocini
Comune di Padova

Golconda Arte. Artigianato Artistico in Italia e nel mondo. Registrazione del Tribunale di Roma n. 210/2013 - Direttore Responsabile: Elena Paloscia
Cellulare: 388.7709054 - 3478285211 - All rights reserved - Riproduzione vietata