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MAESTRI DEL PASSATO

Pablo Picasso ceramista
20/09/2013 - Elena Paloscia


Dio in realtà non è che un altro artista. Egli ha inventato la giraffa, l'elefante e il gatto. Non ha un vero stile: non fa altro che provare cose diverse. Dio, quell'altro artigiano. (cit. in George Steiner, Vere presenze, in Nessuna passione spenta, p. 46)

Con questo stato d’animo Picasso si avvicina alla ceramica nel 1946, quando, recatosi a Vallauris (Valle dell’ Oro) in Costa Azzurra paesino di Provenza non lontano da Cannes, in cui si stabilirà dal 1948 al 1955, ha inizio la sua collaborazione con il laboratorio Madoura di Suzanne e Georges Ramié .
All’inizio del secolo aveva già avuto modo di entrare in contatto con questa tecnica a Parigi nella bottega del suo amico lo scultore e ceramista, Paco Durrio.
A Vallauris però ha inizio un percorso di ricerca dell’artista già maturo che lo porterà a realizzare nel corso di un ventennio circa quattromila ceramiche.
La materia prima, duttile e legata alla terra, offre all’artista infinite possibilità di sperimentare, dalla semplice pittura su superfici piane come i piatti o pannelli in ceramica, alla realizzazione di opere di carattere più scultoreo come brocche, vasi e vere e proprie figure.
Le tecniche tradizionali gli svelano i segreti della resa cromatica e materica dell’oggetto che si accinge a creare, ma Picasso vuole andare oltre ed inserisce nei suoi lavori frammenti di pentole, materiali di fornaciata, oppure mattoni rotti ed inventa le paste bianche, ceramiche non smaltate, decorate con elementi in rilievo. I soggetti che sceglie fanno parte del suo repertorio iconografico: centauri, colombe, capre, donne e uomini, scene di tauromachia, maschere, cavalli, figure di animali. Così vasi antropomorfi, vassoi e piatti diventano unici grazie alle forme scomposte alle linee sintetiche, alle superfici ribaltate che costituiscono il patrimonio linguistico dell’artista maturo.
Il binomio arte e vita che caratterizza il suo lavoro lo porta a scardinare le regole implicite dell’arte e dell’unicità dell’opera. È orgoglioso del fatto che nei suoi piatti ci si “possa mangiare dentro” e decide di produrre in più esemplari alcuni dei suoi lavori con due differenti modalità: La replica autentica di un originale attraverso la ripetizione esatta di volumi e miniature fatti a mano e il trasferimento di un soggetto originale inciso su una matrice in gesso indurito adatto al calco.
In questo modo si preservava la fedeltà all’opera originale e la garanzia di autenticità assoluta la produzione e la diffusione furono affidate alla galleria Madoura.
Da tale precisa strategia è nato fin dagli anni '50 un nuovo collezionismo delle ceramiche dell’artista vendute a prezzi accessibili, collezionismo che oggi, con la dismissione di grandi patrimoni, di collezionisti storici e della famiglia stessa, raggiunge vette altissime nelle aste più importanti.

Per saperne di più …“Vallauris fête Picasso”

 

 

 

 



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Golconda Arte. Artigianato Artistico in Italia e nel mondo. Registrazione del Tribunale di Roma n. 210/2013 - Direttore Responsabile: Elena Paloscia
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