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myday-byday. Uno spazio per esporre e vendere autonomamente le proprie creazioni. Intervista a Laura Helena Aureli 16/04/2016 - Elena Paloscia

È nel cuore di Testaccio "myday-byday", un piccolo spazio che i creativi possono affittare per un breve periodo per promuovere il proprio lavoro. L’idea è di Laura Helena Aureli, formazione storico artistica e background legato al marketing e alla comunicazione, oggi più che mai un connubio indispensabile per dare corpo ad un progetto in fieri che merita attenzione perché ha un format invitante e trasparente.
Il concept sembra rispondere con una formula quanto mai attuale alle esigenze di molti artisti e artigiani che gestiscono autonomamente il proprio percorso. Per capire meglio di cosa si tratta abbiamo incontrato Laura Helena Aureli, creative director dello spazio, alla quale abbiamo rivolto alcune domande.

Elena Paloscia Buongiorno Laura, ho visitato il tuo spazio incuriosita dall’invito in occasione della mostra di ceramiche di Annalia Amedeo e dalla formula da te scelta per ospitare gli eventi. Da quanto mi sembra di aver capito non è la solita galleria, ma uno spazio dinamico aperto a più ambiti, puoi spiegarci meglio cos’è e come è nato?

Laura Helena Aureli Myday- byday nasce dall’idea di offrire un’alternativa al temporary/pop up store, mettendo a disposizione uno spazio personale per uno, più giorni, una settimana o un mese. Si rivolge a designer, artisti, scultori, pittori, fotografi e molti altri creativi e liberi professionisti. È concepito come un contenitore di idee, uno spazio dinamico ed in continua evoluzione dove ognuno ha la possibilità di creare, o di sperimentare, una nuova forma di esposizione e di commercio “su strada” personalizzata.
L’ho immaginato come un luogo per farsi conoscere e per creare il proprio evento con il supporto di un team "specializzato".
Il progetto di myday-byday, questo nuovo format, è nato 5 mesi fa da una mia esigenza personale di avvicinarmi al mondo dell'arte dal quale provengo. Sono laureata in Storia dell'Arte con un master negli Stati Uniti in Fashion design, F.I.T, e alla Parson's di NY ho seguito, per approfondire i miei interessi e le mie conoscenze, corsi di Graphic design e di Interior decoration. Il quartiere Testaccio era il luogo ideale, da dove volevo che partisse la mia nuova avventura.

E. P. Perché hai scelto il nome Mydaybyday?

L.H.A Il nome in sé nasce perché volevo dare l'idea del 'tempo che scorre', ma del "tuo tempo", da qui il nome 'myday-byday'.

E.P. quale è il tuo ruolo come direttore creativo?

L.H.A Considero questa seconda parte della mia vita come una nuova fase, nella quale liberamente riesco ad esprimere la mia personalità con grande creatività e senso artistico al servizio dei miei nuovi amici artisti. Ho trovato infatti in Facebook una nuova comunità e realtà nel campo dell'arte di cui mai avrei pensato l'esistenza prima di avvicinarmi ai social. Personalmente, mi occupo dello sviluppo di tutta la comunicazione, del marketing e della scelta degli artisti, inoltre curo con grande passione anche tutto l’aspetto artistico dalla A alla Z.

E.P. Come ti trovano gli artisti-artigiani? E come valuti e scegli le proposte?

Più che scegliere io chi viene di volta in volta, sono gli artisti stessi che scelgono me. Mi è capitato di lavorare anche con professionisti, oltre che piccoli artigiani ed artisti, come architetti e professional organizers. Questo è lo spirito stesso di myday-byday, uno spazio ad uso di chi si vuole sperimentare personalmente 'su strada', ma con l'aiuto di un team attento che ti aiuta a promuoverti in maniera corretta ed efficace.

E.P. Quali tipologie di mostre ospiti e prediligi?

L.H.A Attualmente, myday-byday sta proponendo mostre dedicate al gioiello contemporaneo con artisti selezionati a livello internazionale, ma ho ospitato anche mostre di ceramica.

E.P Chi studia gli allestimenti?

L.H.A Gli allestimenti vengono accuratamente progettati di volta in volta insieme agli artisti stessi.

E. Offri anche dei servizi oltre allo spazio?

L.H.A Lo spazio offre un press office interno con servizi video e foto più la cura sui social tramite instagram e facebook. Il temporary con questa nuova formula si è senza dubbio evoluto, creando per la prima volta un pop up personalizzato in grado di offrire un servizio completo che va dalla presa in carico del cliente all’assistenza in ogni fase, fino alla vendita 'su strada'.

E.P. Ho visto sul sito i nomi delle altre città, esistono già gli spazi o è un progetto in fieri?

L.H.A Originariamente l’idea era di poter aprire più spazi in più città e questo è ancora nei piani futuri, ma attualmente, visto il successo dello spazio romano, mi sto dedicando principalmente a questo progetto.

E.P. Come temporay concept store, si è evoluto? Ora è più simile ad una galleria secondo te? In che direzione pensi che andrà questo progetto?

L.H.A La galleria come è concepita oggi lascia poco spazio all'artista, il quale invece attraverso l'esperienza diretta con myday- byday è artefice non solo della sua opera, ma anche del proprio evento espositivo rimanendo in contatto con il suo pubblico senza intermediari. Sicuramente trovo in questo nuovo progetto linfa vitale e grande margine di evoluzione in tutti i sensi. La sua apertura a livello internazionale determina, oserei dire, quasi un boom di culture riunite in un unico mini spazietto. Un luogo ad oggi sempre più virtuale dove, di fatto, tutta la comunicazione si muove su altri canali e non più su quelli statici e canonici della galleria come era intesa un tempo e come è ad oggi ancora in molte città d'Europa e del mondo.

E. P. Grazie Laura mi sembra un progetto interessante, tienici aggiornati


L.H.A Grazie a te per avermi offerto l'opportunità di questo breve viaggio nel mio myday-byday.

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