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RECENSIONI

Il rettile divino dall'arte al gioiello
10/03/2016
- Elena Paloscia


periodo: 10/03/2016 - 08/05/2016
curatore: Lucia Boscaini, Bulgari Heritage Curator e Dipartimento Brand Heritage della Maison
presso: Museo di Roma - Palazzo Braschi

C’è tutto un mondo di significati e di forme intorno all’immagine del serpente che l’arte, il design, le arti applicate, il cinema, il teatro, la moda e la fotografia, hanno saputo e sanno cogliere evidenziandone con l’eleganza formale il senso più profondo.
Proprio la Maison Bulgari, che fin dagli anni quaranta ha adottato il motivo del serpente per i suoi raffinati gioielli, ha voluto celebrarne il mito organizzando la mostra SerpentiForm nel Museo di Roma a Palazzo Braschi, curata da Lucia Boscaini, che racconta come questo soggetto sia stato elaborato sin dall’antichità.
L’esposizione, intensa e scenografica, non ha l’ambizione di fornire un percorso storico e cronologico coerente e completo, ma di offrire suggestioni, attraversando epoche e stili con la maestria e la disinvoltura di chi, come Bulgari, ama da sempre questo tema e, avendolo fatto proprio, desidera rendere partecipi i visitatori di questa fascinazione.
Da perfette padrone di casa le sale di Palazzo Braschi si offrono ai preziosi e colorati materiali in mostra nella loro raffinata sobrietà, passando talvolta in secondo piano, annullate dal buio per lasciare spazio agli illustri ospiti, interagendo con i materiali esposti attraverso proiezioni spettacolari, o ancora, evocando in maniera discreta, nelle decorazioni parietali che fanno da sfondo, l’antichità dei manufatti esposti.
Accoglie il visitatore un abito di scena di Abigaille, dal Nabucco di Giuseppe Verdi, che riassume nella drammatica figura del serpente ricamata sulla veste nera, il ruolo della schiava crudele che crede di essere la figlia del re di Babilonia Nabucodonosor II e tenta di usurparne il posto.
Dalla luminosa sala del museo si accede ad una piccola sala buia dedicata ai lavori dell’artista portoghese Joana Vasconcelos, proposti in due diversi formati e tecniche:
 "Pantelmina#"un grande serpentone realizzato a maglia colorata che si snoda ad angolo nella parete, e due più piccoli serpenti in ceramica dell’Ottocento, realizzati dall’artista Raphael Bordallo Pinheiro e da lei rivestiti con una sorta di seconda pelle a crochet, che rappresentano proprio il velo ed il superfluo che spesso oscurano l’arte.
Al serpente, come emblema di vita e di energia inesauribile in costante dialettica con la morte, sono dedicate le sale in cui si percepisce la creatività pura di artisti contemporanei come Keith Haring, Joan Miró e Niki de Saint Phalle, Alexander Calder e Paul Klee, che hanno adottato più volte nei loro lavori questo simbolo, anche per arredi e suppellettili come finestre, sedute e specchi dalle forme anticonformiste ed estrose, frutto della ricca cultura visiva di questi protagonisti dell’arte contemporanea. 

Poche ma preziose le testimonianze dell’arte antica, in cui il tema del serpente ha avuto una fortuna estremamente diffusa, trasmessa da una civiltà all’altra, raffigurando molti miti o assumendo una funzione apotropaica.
Tra queste la scultura dei Musei Capitolini raffigurante un "fanciullo in veste di Ercole" che strozza i serpenti inviati da Hera per vendetta e gli straordinari gioielli antichi, provenienti da Pompei e dal Museo Archeologico di Napoli, come l’Armilla (il bracciale) in oro spiraliforme che riproduce il corpo e la testa di un serpente, di cui apprezziamo le squame e la bocca da cui si intravedono i denti e la lingua.

La tarsia di panni colorati “Quattro serpenti” del 1925 di Fortunato Depero è un altro esempio di come gli artisti abbiano enfatizzato la forma sinuosa dell’animale. In questo caso con il doppio riferimento alla lingua e al corpo, in un gioco di riquadri che si alternano cromaticamente creando un motivo quasi astratto.
Erede dell’eleganza Déco è un altro elegante esempio di manufatto moderno, il tappeto “Amiamo il serpente”, in lana e seta tessuto a mano, realizzato nel 2007 su progetto di Piero Fornasetti, pittore, scultore, decoratore e scenografo, scomparso nel 1989, che ha scelto l’iconografia del serpente con un frutto in bocca, adottando uno stile semplificato e una resa che ricorda le oreficerie ellenistiche.
Cuore dell’esposizione la sala dedicata ai gioielli serpentiformi di Bulgari, orologi, collane, bracciali, stilizzati con maglie a tubogas o più realistici con straordinari smalti colorati che del serpente colgono le lussureggianti cromie e la forma avvolgente, trasponendo in gioiello le qualità divine di questo idolo senza tempo.
Anche la Cleopatra-Liz, di cui sono esposti in mostra gli abiti elegantemente decorati con il motivo del serpente indossati dalla Taylor nel noto film girato a Roma nel 1963, prediligeva gli opulenti gioielli della Maison. Simbolo di forza, di protezione e di fertilità, legato alla dea Iside, il rettile divino appare ricamato in oro sulle vesti vivaci e leggere e nelle elaborate acconciature.
Infine, ancora gli abiti sono protagonisti nella sezione Indossare il serpente, in cui vestiti da sera e costumi di scena di opere liriche ostentano preziosi inserti ed orpelli con ogni foggia di serpente.
Conclude il percorso una riflessione sul potere seduttivo del serpente, proposta nell’installazione
–video “East of Eden” dall’artista inglese Mat Collishaw. L’immagine in bianco e nero, estremamente realistica, è contenuta in una cornice in vetro nero di Murano, che l’artista definisce "materia liquida congelata" e sembra attrarre all’interno, come in una inesorabile trappola, lo spettatore ipnotizzato.
Un'icona, dunque, il serpente, dai molti volti che alimenta l’immaginario di artisti e creativi generando timore e attrazione, proprio per quella sua fama ambivalente che ne ha decretato il successo.

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indirizzo
Ingresso da Piazza Navona 2 e Piazza S. Pantaleo 10

telefono
060608 - dalle 9:00 alle 21:00

orari
martedì-domenica ore 10:00-19:00 La biglietteria chiude un'ora prima

biglietto
biglietto unico museo e mostra per non residenti 11 euro e 9 euro ridotto, gratuito per le categorie previste

disabili
si

ufficio stampa
Zétema Progetto Cultura - g.alessio@zetema.it;mariapaola.traldi@bulgari.com

vernissage
9-03-2016 (su invito)

patrocini
Sovraintendenza Capitolina ai Beni Culturali

web
http://www.museodiroma.it/


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