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I mondi di Paola. L’arte orafa di Maria Paola Ranfi 25/11/2016 - Anna Maria Di Stefano

I mondi di Paola: là dove competenza, professionalità, passione si incontrano. Aprendo la porta con un sorriso, Maria Paola Ranfi mi introduce nel suo mondo, o forse è meglio dire “nei suoi mondi”: quasi un cammino iniziatico. C’è odore di buono: profumo di serena armonia, scambio produttivo, collaborazione, culto/esercizio del bello. Nel laboratorio dell’Associazione Culturale Mimesi ferve un’attività tutta “al femminile", sui tavoli sono sparsi gli strumenti del mestiere… ordinatamente disposti gli “stozzi” di acciaio di varie dimensioni…
La distolgo per qualche minuto dal suo lavoro per ripercorrere insieme le tappe fondamentali del suo percorso d’artista, paziente vestale di una sapiente arte orafa e scultorea ormai in via di estinzione.
Quello di Paola è un lavoro artigianale con cui esegue oggetti unici mantenendo quel carattere di individualità e personalizzazione che fa della produzione italiana un vanto nel mondo. Il suo, in particolare, è un mix di precisione e (se possibile) di perfezione: i suoi gioielli sono belli “dentro” e “fuori”.

L’accuratezza della realizzazione è testimoniata da una serie di interventi “tecnici” quali l’ “aggiornatura”: un’operazione di finitura del gioiello, un intervento delicato che, oltre a migliorare l’aspetto estetico del pezzo, contribuisce a dare maggiore luce e risalto alle pietre incastonate. E’ di questo che parla mentre mi mostra la “cera” di un anello che andrà presto in fusione. E, nello stesso tempo le sue creazioni - dal mondo del “micro” a quello del “macro”, sino alle sue sculture a dimensione naturale - sorprendono di continuo: gioielli e sculture Double Face, come quelli recentemente esposti alla Galeria RossoCinabro (Roma).

In ogni sua creazione Paola aspira al “non scontato”, all’originalità: Ecco cosa insegno sempre ai miei allievi: la parte posteriore deve essere sempre “inaspettata” rispetto a quello che si possa immaginare guardando l’oggetto frontalmente. La “differenza” nelle sue creazioni sta proprio nella continua ricerca del particolare, di cose che si scoprono un po’ alla volta perché - come lei stessa afferma “L’essenziale è invisibile agli occhi, non si vede che col cuore”.
E la citazione da Il piccolo Principe non è casuale: una lettura formativa per Paola negli anni dell’adolescenza a cui si è ispirata per la collezione In questo mondo di porcellana che, accanto a Il risveglio dei giusti, sarà esposta nella prossima mostra (dicembre 2016) presso l’Atelier Simonelli. Fra i suoi soggetti preferiti prevale la figura femminile, come simbolo di maternità, di vita.

Figlia d’arte (dal nonno sculture di grandi opere in bronzo al padre, pittore di nature morte), orafa e scultrice, esprime la sua dimensione più segreta passando con pari competenza professionale ed eleganza creativa dalla micro alla macro tridimensionalità. “Sia nell’oreficeria che nella scultura esprimo il mio mondo interiore, un mondo in cui spesso mi rifugio, a cui sono approdata in anni di riflessione, di esperienze di vita, di crescita” afferma l’artista. Un lungo percorso che l’ha portata - dopo gli anni della formazione acquisita nei corsi di oreficeria e scultura della Scuola delle Arti Ornamentali di San Giacomo - all’attività più recente.

Specializzata nella modellazione in metallo per la realizzazione di manufatti da indosso, nel suo iter professionale - in continua crescita - vede tre momenti fondamentali: quello degli anni Ottanta in cui si dedica in particolare alla bigiotteria d’alta moda presso l’atelier di Helietta Caracciolo e poi presso la DGF (Diffusione Grandi Firme) marchio che realizza linee di bigiotteria per case di moda del calibro di Valentino o di Mila Shoen Caracciolo; quello dedicato dagli inizi degli anni Novanta al settore dei preziosi che la vede prevalentemente concentrata sulla realizzazione di prototipi (è di questi anni la collaborazione con diverse aziende aretine e romane); quello della più recente collaborazione con Pablo Echaurren per cui, come prototipista, realizza gioielli e oggettistica su disegni dello stesso artista, partecipando alle mostre Crhomo Sapiens (Roma, Palazzo Cipolla, dicembre 2010-marzo 2011) e Pablo Echaurren a Siena (Siena, Magazzini del sale, settembre-novembre 2008).
Appartiene anche a questi ultimi anni la produzione di opere scultoree di grandi dimensioni per la Chiesa di Santa Edith Stein - Roma (Il Cristo risorto, il Gruppo della Edith Stein con bambini ed un'imponente Via Crucis costituita da quindici altorilievi in creta Raku dipinti con engobbi e tempere acriliche.
Contemporaneamente svolge un’attività didattica più che ventennale che la vede docente del Laboratorio orafo nel Dipartimento di Design del Gioiello dello IED (Istituto Europeo di Design) (1983-2008), presso il Centro di Formazione Professionale di Roma Capitale (1993-2000) ed infine nella Scuola delle Arti Ornamentali di San Giacomo in Roma (dal 2000).

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