RECENSIONI

Da Shangai in mostra l’antica porcellana cinese
26/07/2016
- Elena Paloscia


periodo: 23/06/2016 - 16/02/2017
curatore: Lu Minghua, Zhang Dong e Peng Tao
presso: Museo Nazionale di Palazzo Venezia di Roma

Provengono dal Museo Shanghai i Capolavori dell’Antica porcellana cinese in mostra a Palazzo Venezia fino al 16 febbraio 2017.
L’esposizione, a cura di Lu Minghua e dei co-curatori Zhang Dong e Peng Tao dello Shanghai Museum, è  un’occasione unica per ammirare le antiche ceramiche cinesi della collezione del Museo, per la prima volta in Italia: 74 pezzi che testimoniano l’antica e prestigiosa storia della produzione ceramica cinese tra il X e il XIX secolo.

Questo lungo arco temporale è scandito dai diversi periodi di reggenza delle dinastie che si sono succedute e durante le quali i manufatti hanno mutato forme e tecniche.
I periodi rappresentati sono le dinastie Song e Yuan (960-1368), cui segue la dinastia Ming (1368-1644) sotto la quale si svilupparono le fornaci di Jingdezhen, dedicate alla corte imperiale e, infine, quelle di epoca Qing (1644-1911), considerate espressione dell’apice della raffinatezza e della abilità tecnica.

Una mostra in cui è possibile scoprire, la cultura e le tradizioni di un popolo attraverso suppellettili d’uso comune, spesso utilizzate anche come oggetti rituali, e conoscere quelle preziose porcellane di cui la Cina vanta la creazione. Si imparerà a comprendere le diverse forme e tecniche decorative proprie di ogni dinastia, l’evoluzione stilistica, i luoghi di fabbricazione e le fornaci in cui spesso, a seconda della posizione geografica, venivano utilizzate terre differenti.
Le ceramiche più raffinate erano soprattutto destinate all’uso imperiale e tra i manufatti selezionati troviamo utensili per la raccolta di bevande e cibo, ma anche vasi da fiori, lampade a olio, porta pennelli, poggiatesta, oggetti per i rituali, statue di divinità, porta inchiostro per scrittori, oggetti legati alle usanze funebri del tempo, candelabri e incensieri per profumare i vestiti.


Il percorso della mostra 

Nata nella metà del VI secolo nei territori settentrionali durante il periodo delle Dinastie del Nord la porcellana intorno al X secolo durante la dinastia dei Song Settentrionali era già diffusa in tutto il paese e le numerosissime fornaci iniziarono a creare suppellettili di differente tipologia e funzione. Tra i temi che le opere in mostra ci propongono oltre ai fiori, draghi e nuvole sulle ceramiche anche quelli tradizionali della Cina antica, presenti anche in pittura e scultura, come ad esempio "la scena di un uomo che, portando un qin (strumento a sette corde) fa visita a un amico, a rappresentare simbolicamente la ricerca spirituale dei letterati antichi e l’ideale cui essi tendevano.

L’esposizione è divisa in tre sezioni riferite rispettivamente all'epoca d'oro della ceramica cinese, alla nascita e sviluppo della ceramica imperiale e all'apice della ceramica cinese

Nella prima sezione, che fa riferimento all'epoca d'oro della ceramica cinese, si trovano le ceramiche prodotte durante le dinastie Song (960-1279), Jin (1115-1234) e Yuan (1271-1368), tra il X e il XIII sec. Si tratta di un periodo di grande prosperità e diffusione. Le ceramiche di epoca Song, come la scodella a forma di loto o il piatto con motivi impressi di fiori, si caratterizzano per semplicità ed eleganza e recano motivi decorativi impressi o incisi, con decorazioni rispondenti al gusto dei letterati. Provengono da formaci celebri i celadon di Longquan e di Yaozhou, le porcellane di Ding, i grès con macchie porpora di Jun, quelli dipinti sotto-coperta di Cizhou e quelli con invetriatura nera di Jian e Jizhou.
Di particolare pregio è il Vaso bianco e blu con motivi di peonie, fiori e rami, delle fornaci di Jingdezhen, della dinastia Yuan, in cui sono stati utilizzati cobalti blu e bianco per le decorazioni sulla porcellana, decori influenzati anche dal gusto islamico e del sud est asiatico. Si tratta come per altre tipologie di vasi di contenitori per bevande alcoliche che per la loro raffinatezza avevano anche una funzione meramente decorativa. Interessante, sia dal punto di vista estetico che funzionale, anche il set per scaldare bevande alcoliche con invetriatura Quinghai. Da segnalare poi gli oggetti da sepoltura “mingqui” come il vaso con cinque piccoli tubi per comunicare con il cielo e i poggiatesta in ceramica decorati, utilizzati probabilmente anche in vita. Hanno invece un’invetriatura celeste uniforme l’incensiere e il bacile con tre piedi utilizzato come contenitore di piante per il palazzo imperiale.

Nella seconda sezione si trovano i lavori relativi alla nascita e sviluppo della ceramica imperiale. Proprio con l’avvento della dinastia Ming, verso la metà del XIV secolo, si sviluppa un'ampia produzione dedicata specificamente alla corte nelle fornaci di Jingdezhen, nella provincia del Jiangxi, si diversifica la tipologia dei prodotti e cresce il controllo di qualità.
È in questo periodo, durante i regni Yongle (1403-1424), Xuande (1426-1435) e Chenghua (1465-1487) della dinastia Ming, che si consolida il successo di questi oggetti.
In mostra è possibile ammirare oltre alle celebri ceramiche bianche e blu anche quelle dipinte in rosso sotto-coperta, quelle con decorazioni policrome wucai sopra-coperta e quelle con invetriature bianche, rosse e gialle. Questi pezzi di grande pregio sono stati oggetto di collezionismo e molto ricercati anche in epoche successive.
È raro nella sua tipologia Il calice con motivi in rosso sopra-coperta e in blu sotto-coperta
con onde, pesci e altri animali marini, proveniente dalle fornaci di Jingdezhen, realizzato durante il regno Xuande della dinastia Ming. La sua fattura è preziosa poiché la ciotola a stelo con il rosso sopra-coperta e il blu sotto-coperta, ha subito una doppia cottura.
Rinvenuto in pezzi nella fornace di Jingdezhen ed abilmente restaurato, è poi l’incensiere a forma di anatra con decorazione policroma sancai, di epoca Ming. Si tratta di un manufatto interessante anche per il suo funzionamento che prevede l’immissione dell’incenso nel ventre dell’anatra e l’uscita della fragranza dal becco aperto. In questa sezione troviamo anche, tra gli altri oggetti, una scatola da frutta con coperchio e decorazione policroma wucai (cinque colori) di era Wanli, utilizzata con la frutta secca e dipinta con figure di draghi e un manico di pennello per scrivere sulla carta, con decori bianchi e blu a motivi floreali.

Nella terza sezione sono esposte le opere considerate l'apice della ceramica cinese prodotte nel periodo della dinastia Quing (1644-1911), durante i tre regni Kangxi (1662-1722), Yongzheng (1723-1735) e Qianlong (1736-1795). In questo periodo le stesse manifatture di Jingdezhen realizzarono prodotti di altissimo livello rispondenti alle richieste della corte imperiale elaborando uno stile ricco e raffinato
Il vasetto taibai, utilizzato dai letterati come contenitore per l’acqua con invetriatura rossa “fiore di pesco”, inciso con tre gruppi di draghi senza corna, è una delle prime testimonianze durante la dinastia Qing, era Kangxi, di uso della pittura a smalto sulla porcellana. La tazza con motivi di fiori e rose cinesi a smalti falangcai, realizzati con pigmenti provenienti dall’Occidente era poi dipinta a Pechino, nei laboratori del Palazzo imperiale, dove dopo la decorazione subiva una seconda fase di cottura. La stessa tecnica è utlizzata per il vaso a coste con fiori e uccelli in famille rose di era Yongzheng. Un’ulteriore innovazione classica si ritrova nel secchiello con invetriatura che riproduce le venature del legno, opera realizzata con una tecnica particolarmente complessa. Tra gli oggetti inusuali c’è lo scettro in ceramica, simbolo di benessere, fortuna e felicità che sostituisce quello in oro. Particolarmente interessanti anche i cinque oggetti rituali famille rosesu fondo carminio con motivi raffiguranti gli otto tesori destinati ad essere posti davanti alle statue del buddah o sugli altari.

Per comprendere meglio gli aspetti tecnici che sottendono questi capolavori della porcellana cinese in mostra si può assistere alla proiezione del video “Traditional Techniques of Porcelain Making in Jingdezhen”, realizzato dallo Shanghai Museum, che illustra la storia, la tecnica e le fasi di realizzazione della ceramica cinese: dalla lavorazione e decorazione a mano, al passaggio nei forni di cottura.
 



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