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CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione - Abbazia di Valserena (Parma) 08/06/2015 - Elena Paloscia

È un crogiolo di saperi tutto da scoprire la preziosa raccolta dell’Archivio-Museo dello CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma-, aperta finalmente al pubblico alla fine di maggio del 2015, nella rinnovata Abbazia cistercense di Valserena meglio nota come la Certosa di Paradigna.
Fondato nel 1968 da Arturo Carlo Quintavalle l'archivio  con la sua nuova sede è oggi un luogo che potrà essere utile visitare anche  per chi si occupa di artigianato artistico e di arti applicate. Vi sono conservati materiali originali della comunicazione visiva, della ricerca artistica e progettuale italiana a partire dai primi decenni del XX secolo.
Sono più di 12 milioni tra opere d’arte, progetti, materiali di progettazione, disegni ed altri oggetti suddivisi in cinque sezioni: Arte (oltre 1.700 dipinti, 300 sculture, 17.000 disegni), Fotografia (con oltre 300 fondi e più di 9 milioni di immagini), Media (7.000 bozzetti di manifesti, 2.000 manifesti cinematografici, 11.000 disegni di satira e fumetto e 3.000 disegni per illustrazione), Progetto (1.500.000 disegni, 800 maquettes, 2000 oggetti e circa 70.000 pezzi tra figurini, disegni, schizzi, abiti e riviste di Moda) e Spettacolo (100 film originali, 4.000 video-tape e numerosi apparecchi cinematografici antichi).
Prestigioso il Comitato Scientifico Consultivo dello CSAC: Jeffrey Schnapp, Claudia Conforti, Jacques Gubler, Ugo Volli, Stefania Zuliani.

Non si tratta solo di un archivio infatti, la ristrutturazione degli spazi dell’antica Certosa, nota anche come la Certosa di Parma, è stata possibile grazie ad un progetto architettonico promosso e sostenuto dall’Università di Parma, che ha dato vita ad uno spazio polifunzionale che comprende Archivio, un Museo e un Centro di Ricerca e Didattica aperto a tutti coloro che desiderano fruire di questo straordinario patrimonio.

Il CSACS sarà luogo privilegiato per seminari, workshop, tirocini, mostre e presentazioni di libri. I materiali conservati potranno inoltre, con una accurata gestione, essere prestati per prestigiose esposizioni ai musei di altre città come il MoMA di New York, il Centre Pompidou di Parigi, il Tokyo Design Center e il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid. 

Oltre 600 sono le opere selezionate ed esposte in occasione dell'apertura, non permanentemente, ma a rotazione negli ambienti riadattati per la loro nuova funzione. Tre gli spazi espositivi principali: la Sala delle Colonne in cui si trova  il lavoro di raccolta e studio delle opere conservate nell’archivio della Sezione Arte con un percorso cronologico dai disegni di Mario Sironi alla Poesia Visiva, insieme a documenti progettuali e di lavoro, la Sala Ipogea e la Sala della Corte delle sculture dove sono presentate scullture di grandi dimensioni.

Sedici le sezioni attraverso cui scoprire la complessità e la ricchezza dei materiali a disposizione. Tra queste Arte, Moda, Design, Fotografia, Architettura Pubblicità, Disegno di satira, opere e progetti di celebri artisti e designer tra cui: Lucio Fontana, Giorgio Armani, Gianfranco Ferré, Achille e Pier Giacomo Castiglioni, Nizzoli e Bellini per Olivetti, Man Ray, Luigi Ghirri, Dorothea Lange, Giò Ponti, Pier Luigi Nervi, Giuseppe Samonà, Armando Testa, Tullio Pericoli, Vincino.
Due in particolare le sezioni che riconducono alla progettazione e alla realizzazione di manufatti artistici per la vita quotidiana e per il teatro e il cinema: Il progetto del corpo, e Abitare la scena. Progetti di abiti creati con differenti obiettivi e per contesti diversi come quelli che si possono scoprire attraverso i figurini ed esemplari unici creati da Albini, Armani, Ferrè, Krizia e Versace e costumi dall’
atelier Farani uno dei più noti rappresentanti della grande perizia delle sartorie teatrali italiane che hanno saputo innovare e fare ricerca mantenendo un alto livello qualitativo nell’utilizzo artigianale di materiali pregiati e nella trasmissione del sapere tecnico.
Ai visitatori sarà offerta anche la possibilità di consultare, su prenotazione, i materiali degli archivi conservati nelle aree dell’Abbazia non aperte al pubblico.
La sperimentazione dei materiali e delle forme è protagonista anche in una mostra monografica dedicata alla "Cultura figurativa e progettuale degli anni ’60 e ’70", conclude l’itinerario, con opere di artisti entrate nelle collezioni dello CSAC sin dai primi anni di attività, come quelle di Enrico Baj, Mario Ceroli, Luciano Fabro, Emilio Isgrò, Enzo Mari, Giulio Paolini, Michelangelo Pistoletto, Mario Schifano, Ettore Sottsass, Emilio Tadini.

Lo CSAC organizza iniziative didattiche rivolte alle scuole primarie e secondarie, occasioni speciali per i visitatori e aperture straordinarie con eventi a tema.

Tra i servizi attivati in occasione del restauro: accoglienza e ospitalità, come un bistrot e una foresteria, un bookshop dove sarà possibile acquistare i cataloghi delle mostre che lo CSAC ha realizzato a partire dal 1969.

Guarda il video di presentazione

 

 

indirizzo
Abbazia di Valserena
Strada Viazza di Paradigna, 1
43122 Parma


telefono
t. +39 0521 033652 f. +39 0521 347007

email
info@csacparma

web
http://www.csacparma.it/

orari
dal martedì al venerdì dalle 10 alle 15 sabato e domenica dalle 10 alle 20

accesso per i disabili
si

biglietti
10 euro Riduzioni per gruppi, giovani sotto i 18 anni, studenti, docenti e persone con disabilità. Ridotto per gruppi a partire da 10 fino a 20 persone e convenzioni: 8 euro Ridotto per gruppi oltre le 20 persone, ragazzi dai 13 ai 18 anni, studenti universitari, docenti delle scuole e delle università statali europee, Personale dell’Università di Parma: 5 euro Ridotto per gruppo scolastico delle scuole superiori: 3 euro Ingresso gratuito per gli under 13, studenti dell’Università di Parma accompagnati da un docente, giornalisti, guide turistiche interpreti in servizio, portatori di handicap e accompagnatori. Gratuità per i bambini sotto i 12 anni.

Golconda Arte. Artigianato Artistico in Italia e nel mondo. Registrazione del Tribunale di Roma n. 210/2013 - Direttore Responsabile: Elena Paloscia
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