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Arte lombarda dai Visconti agli Sforza. Milano al centro dell’Europa
11/03/2015
- Elena Paloscia


periodo: 12/03/2015 - 28/06/2015
curatore: Mauro Natale, Serena Romano
presso: Palazzo Reale - Milano

Arte di corte e respiro europeo, non solo pittura e scultura ma anche capolavori delle arti applicate nella mostra dal titolo “Arte lombarda dai Visconti agli Sforza. Milano al centro dell’Europa”, che apre al pubblico giovedì 12 marzo a Palazzo Reale a Milano. Si tratta della prima grande esposizione legata all’Expo 2015 e dedicata alla storia del territorio. Un evento che, con la mostra di Bramante che l’ha preceduto e quella di Leonardo che seguirà, intende restituire la giusta visibilità a quella che è stata definita “l’età dell’oro” milanese.
L’esposizione, curata da Mauro Natale e Serena Romano, sulla falsariga dell’omonima mostra allestita nel 1958 nelle stesse sale, risanate dopo i bombardamenti del 1943, ne propone una rilettura critica che, attraverso la storia artistica e culturale, intende sottolineare “il ruolo e la centralità di Milano e della Lombardia alle radici della cultura dell’Europa moderna”. Costituiscono un valore aggiunto, per questa che potremmo chiamare un “remake”, ben cinquanta anni di studi e scoperte nei campi della conservazione, del restauro e della valorizzazione del patrimonio milanese che confluiscono in un evento che, anche per rigore scientifico, si ispira alla precedente esposizione.
È proprio attraverso le vicende e le grandi committenze delle celebri casate dei Visconti e degli Sforza, prima delle conquiste francesi, tra l’inizio del Trecento fino al primo Cinquecento, che la mostra ritrae la vita di corte.
Nell’apertura all’Europa dell’arte lombarda si riconosce l’identità stessa delle sue multiformi espressioni culturali, organizzate in questa mostra secondo un percorso con sezioni e sottosezioni ordinate cronologicamente e volte ad illustrare una varietà e una ricchezza di produzioni che spazia dalla pittura alla scultura, all’oreficeria, alla miniatura, fino alle vetrate.
Un’occasione unica per ricostruire il contesto della civiltà cortese in cui queste arti si sono potute sviluppare raggiungendo vette d’eccellenza.
In apertura si potranno ammirare i ritratti delle due dinastie di grandi committenti, segue una sezione dedicata ai decenni centrali del Trecento, periodo in cui non solo i Visconti invitarono a corte artisti stranieri come Giotto, ma aprirono anche numerosi cantieri e fondarono biblioteche importanti come quella di Pavia. In questa prima sezione sono esposti oltre ai dipinti su tavola, anche affreschi, vetrate, sculture in marmo, legno, pietra, oreficerie, miniature, bronzi, ricami, arazzi, i manoscritti Liber Pantheon del 1331 e il Libro d’Ore Bodmer dalla Morgan Library, le vetrate dalla chiesa di Santa Maria Mater Domini di Bergamo, uniche del Trecento presenti in Lombardia, opere in marmo di Giovanni di Balduccio, del Maestro di Viboldone e di Bonino da Campione, disegni, tavole e affreschi di Giovanni da Milano, di Giusto de’ Menabuoi e del Maestro di San Nicolò dei Celestini.
Segue una sezione relativa al periodo che va tra la metà del Trecento e  l'inizio del Quattrocento. Sono gli anni di Gian Galeazzo Visconti, in cui si avvia il grande cantiere del Duomo di Milano. Proprio dalla Cattedrale provengono, smontate per l’occasione dalle guglie, alcune statue e vetrate.
Le relazioni internazionali di Gian Galeazzo con Parigi, Praga, Vienna, Budapest e con le Fiandre, favoriscono la diffusione della cultura gotica di cui la mostra offre numerose testimonianze, tra queste opere di Giovannino de’ Grassi e Michelino da Besozzo, come alcuni preziosi manoscritti, il Taccuino di disegni, l’Offiziolo Visconti e il Landau Finaly 22 di de’ Grassi e il Libro d’Ore di Michelino da Avignone. Mentre alla corte pavese soggiornano artisti come Jean d’Arbois, Gentile da Fabriano, di cui è in mostra una splendida tavola, e Pisanello.

La terza sezione, relativa al regno di Filippo Maria Visconti, presenta opere ancora di carattere tardo gotico. In quel periodo alla corte vi è un grande sfarzo di materiali preziosi, ori, vestiti e dipinti, preziosi manoscritti, pale d’altare, messali, miniature, i celebri Tarocchi di Bonifacio Bembo, artista di cui sarà ricomposto per l’occasione il polittico con l’Incoronazione del Museo di Cremona con le due tavole che l’affiancavano, ora al Museo di Denver, e numerose opere di alta oreficeria.
Il passaggio dalla dinastia Visconti al regno di Francesco e poi di Galeazzo Maria Sforza, intorno alla metà del XV secolo, viene messo in luce nella quarta sezione. Con il trasferimento da Pavia a Milano della capitale e l’arrivo di nuovi artisti, per le imprese decorative nel Castello Sforzesco, si registrano differenti orientamenti stilistici testimoniati in mostra dalle opere di Vincenzo Foppa, Bonifacio Bembo, Zanetto Bugatto, Bergognone, Donato de Bardi, il Maestro di Chiaravalle, Gottardo Scotti e da una serie di sculture in legno intagliato e dipinto e in terracotta, d’impronta rinascimentale.

L’ultima sezione è dedicata agli anni della crisi politica al tempo di Ludovico il Moro. Un periodo di importanti trasformazioni nell’urbanistica, nell’architettura e in generale nella produzione artistica, in cui la città di Milano ospita grandi personalità tra cui Bramante, Leonardo e Bramantino. Di particolare interesse la grande vitalità delle botteghe che producono ed esportano oggetti di lusso come smalti, oreficerie, ricami eseguiti spesso su progetti di artisti celebri. La corte, in concorrenza con altre corti con cui aveva strette relazioni come Ferrara, Bologna, e Mantova produsse numerose opere pittoriche e decorative provenienti da collezioni pubbliche e private spesso non visibili e selezionalte per la mostra.Tra gli artisti Giovanni Antonio Amadeo, Bernardino Butinone, Vincenzo Foppa, Bernando Zenale, Bergognone. Imperdibili tra le arti applicate oltre alle vetrate dal Duomo di Milano e al celebre manoscritto Ore all’uso degli Umiliati, dalla British Library di Londra, mai esposto, una straordinaria serie di manufatti di oreficeria, reliquiari, medaglioni, messali, manoscritti, e bronzi.
La mostra si conclude con dipinti di Giovanni Antonio Boltraffio, Ambrogio de Predis, Bernardo Zenale opere che attestano l’influenza che hanno avuto in Lombardia grandi figure come Leonardo e Bramante.

L’esposizione posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana è il risultato di una grande sinergia di saperi, professionalità e capitali, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo è coprodotta da Palazzo Reale e da Skira editore, impegnati insieme nel promuovere le iniziative espositive sulla Milano medievale e rinascimentale che donano lustro al ruolo di rilievo della città. Main Partner è UniCredit.

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indirizzo
Piazza del Duomo, 12 20122 Milano

telefono
39 02875672

orari
Lunedi' 14.30 -19.30; martedi', mercoledi', venerdi' e domenica 9.30 - 19.30; giovedi' e sabato 9.30 - 22.30. La biglietteria chiude un’ora prima

biglietto
Il prezzo del biglietto comprende audioguida in omaggio Intero: € 12,00 Ridotto: € 10,00 Ridotto club Skira: €9,00 Gruppi*: € 10,00 Scuole*: € 6,00 Famiglie: € 16,00 (1 adulto + 1 ragazzo di età inferiore a 14 anni)

disabili
si

catalogo
Skira Editore

ufficio stampa
Lucia Crespi - lucia@luciacrespi.it

patrocini
promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, coprodotta da Palazzo Reale e Skira Editore

web
https://www.comune.milano.it/portale/wps/portal/CDM?WCM_GLOBAL_CONTEXT=/wps/wcm/connect/ContentLibrary/giornale/giornale/tutte+le+notizie+new/cultura+expo+moda+design/arte_lombarda_visconti_sforza


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