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Arcipelago Mediterraneo
05/12/2013


Sardegna, Corsica e Isola d’Elba, cosa hanno in comune oltre ad essere tre splendide isole che amiamo visitare durante le nostre vacanze? Sono i luoghi cui è dedicato il progetto "Arcipelago Mediterrano", realizzato nell’ambito del Programma Operativo di Cooperazione Transfrontaliera Italia-Francia Marittimo, volto a promuovere la salvaguardia e lo sviluppo del patrimonio culturale materiale e immateriale del Mediterraneo. Un’iniziativa, appena conclusa, che ha avuto l'obiettivo di valorizzare questi territori insulari attraverso un’attività di documentazione e ricerca, mostre e convegni.
I beni immateriali come le feste, le cerimonie, la danza, rischiano quotidianamente una deriva verso la banalizzazione o addirittura verso l’oblio e per questa ragione si rende necessaria una rivalutazione di queste di risorse etnoantropologiche a volte trascurate.
I Partner promotori il Museo Nazionale delle Arti e tradizioni popolari, Museo de la Corse e l’Istituto Centrale per la Demoetnoatropologia, hanno messo a punto una serie di iniziative, volte a tutelare i settori fortemente legati all’identità collettiva, i cui risultati sono stati presentati in una serata dedicata  a Roma presso il Museo Nazionale delle Artie tradizioni Pololari. 
L’obiettivo è stato riuscire, attraverso una mirata ricerca sul campo, ad implementare "una domanda turistica evoluta", legata ad un "modello di consumo slow" e non concentrata unicamente in pochi periodi dell’anno e su aree territoriali limitate.
A questo scopo, con grande attenzione a non proporre modelli che potessero generare utilizzi impropri, che talvolta portano alla "spettacolarizzazione e alla massificazione del turismo culturale", è stato studiato un sistema informatizzato sperimentale. Questo consente all’utente di creare un proprio itinerario di viaggio, in cui possa entrare in contatto con la "cultura vivente", in base alle proprie specifiche esigenze. Solo così il turista potrà giovarsi di quel valore aggiunto che esprime una tradizione millenaria unica.
Oggetto di studio in una prima fase della ricerca è stata la Sardegna, un primo risultato è la creazione di una porta di accesso multimediale alle isole, posta presso il Palazzo Civico di Cagliari non lontano dal porto. Proprio come fosse una sorta di centro di orientamento per il visitatore, questa postazione lo accoglie consentendogli di conoscere, sagre, feste attività e le peculiarità del territorio come la produzione artigianale tradizionale e le attività di artigianato artistico contemporaneo strettamente connesse ancora oggi allo svolgersi delle principali cerimonie religiose e non.
È proprio a partire da eventi, analizzati nelle diverse fasi e nella vitalità che ancora esprimono, come la festa di S. Efisio, patrono di Cagliari e della Sardegna, il Carnevale o la Settimana Santa, i matrimoni e altri eventi culturali minori che rischiano l’oblio, che i ricercatori hanno potuto ricostruire la storia di queste ricorrenze.
Conoscere per valorizzare dunque: le tradizioni, i canti, i giochi, le danze, la poesia e la storia del saper fare e quindi dei manufatti che da sempre le accompagnano, dai carri , agli abiti, ai gioielli, ai cesti, alle ceramiche fino ad arrivare ai giochi realizzati con le canne intrecciate e al cibo come i pani cerimoniali e i dolci.
Questi appuntamenti sono ancora oggi dei veri e propri collettori di cultura, la popolazione si sposta attraverso la regione ad esempio verso Cagliari, portando con sé oggetti tradizionali come i carri (Sa Tracca) adornati secondo la propria specifica tradizione e i partecipanti indossano gli abiti tradizionali dei propri paesi, molti dei quali (circa 60) abbiamo la fortuna di poter ritrovare nelle splendide collezioni create dall'etnologo Lamberto Loria a cavallo tra Ottocento e Novecento ed ora conservate presso il Museo Nazionale delle Arti e tradizioni Popolari di Roma. Questi abiti, gli scialli ricamati e i bottoni, indicavano la posizione sociale e i gioielli stessi, le prendas, sono portatori di significato, adornano i costumi ed hanno una funzione di protezione come veri e propri amuleti.
Anche gli oggetti legati al matrimonio come i cesti intrecciati con fibre vegetali diverse a seconda dei paesi di provenienza, sono ancora attuali e gli artigiani contemporanei, censiti nel corso del progetto, continuano a realizzarli introducendo talvolta novità come l’inserimento di tessuti colorati. Di grande pregio anche la lavorazione elaborata che si ritrova nei vasi da sposa e nelle brocche ornate realizzate dai figuli.
Oltre che nel portale multimediale è possibile comprendere le fasi del progetto nel
volume Arcipelago Mediterraneo: Sardegna, in cui si ripercorrono gli obiettivi, gli step progettuali relativi al modello informatico. Qui i principali eventi oggetto di studio sono illustrati contestualmente ai beni materiali, prodotti di alta qualità Made in Sardegna la cui valorizzazione è necessaria e insieme inscindibile dai beni immateriali cui sono intimamente connessi.
In occasione della presentazione presso il museo delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma è stata allestita la mostra
Artigianato sardo ieri e oggi con pregiati pezzi di proprietà del museo messi a confronto con oggetti di fattura contemporanea realizzati da abili artigiani.



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