RECENSIONI
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Adornment. Il gioiello contemporaneo oltre la vestibilità
15/06/2016
- Elena Paloscia


periodo: 26/05/2016 - 26/06/2016
curatore: Ilaria Ruggero
artista: Collettiva gioielli
presso: Venice in a Bottle

Esplorare, andare oltre la vestibilità è questa la sfida di Adornment Contemporary Jewelry Exhibition, la mostra nata nell’ambito di Design.Ve, che resterà aperta fino al 26 giugno presso lo spazio  Venice in a Bottle a Venezia.
Il tema dell’esposizione, curata da Ilaria Ruggiero, e realizzata grazie al sostegno della Scuola del Gioiello Alchimia di Firenze, è "The shape of wearable art: un gioiello che esplora e valica i tipici confini formali del corpo per sfidarne la mera vestibilità e oltrepassarne il limite".
Sono 14 gli artisti e designer del gioiello internazionale selezionati: Rosalba Balsamo, Florence Croisier, Clara del Papa, Marion Delarue, Eleonora Ghilardi, Elie Hirsch, Florence Jaquet, Laberintho, Chiara Lucato, Letizia Maggio, Paola Mirai, Ōki Izumi, Nazan Pak e Caterina Zanca.
Mentre dal Master of Fine Arts in Jewellery and Body Ornament della scuola ALCHIMIA sono stati selezionati per la mostra i lavori conclusivi di 6 studentesse: Daria Borovkova, Enrica Prazzoli, Lavinia Rossetti, Federica Sala, Giulia Savino e María Ignacia Walker Guzmán.
Ne emerge un panorama estremamente eterogeneo oltre che per i materiali e le scelte tecniche anche per le modalità con cui i partecipanti interpretano il tema.
Alcuni dei lavori in mostra sollecitano di più l’immaginazione, non solo per una maggiore aderenza al tema, ma anche perché sono in grado di evocare dal punto di vista percettivo questo ideale confine tra la funzione del gioiello in relazione al corpo e il suo estendersi verso nuove dimensioni da esplorare.
La trama larga e disarticolata nello spazio dei gioielli di Florence Croisier consente alle sue creazioni di interagire non solo con il corpo ma anche con l’ambiente circostante, mentre Chiara Lucato nella sua collezione Cantastorie, crea gioielli in cui la narrazione è protagonista. Con variazioni cromatiche e aperture frastagliate simili ad antri che possono riservare inaspettate sorprese, questi pezzi si affrancano dal ruolo di pura ornamentazione per coinvolgere sia chi li indossa che chi è intorno.
Allo stesso modo la struttura rigida e di ascendenza tribale di Elie Hirsch sembra svolgersi dal collo verso spazi inesplorati.
Un’inconsueta contaminazione è quella di Eleonora Ghilardi che nella sperimentazione tra diversi materiali, propone gioielli in cemento, resina e pigmenti in rame e, giocando sull’asimmetria, suggerisce come il gioiello si ponga come una sorta di medium a metà strada tra interno ed esterno. 
La vocazione scultorea di Laberintho trasforma i suoi gioielli in oggetti che hanno una propria autonoma evidenza e consistenza rimarcata dal contrasto cromatico tra il nero dell’ebano e il metallo della montatura, fuso con la tecnica dell’osso di seppia.
Letizia Maggio nella serie di spille in porcellana di Limoges So precious in cui sono raffigurati insetti sceglie un’iconografia che le consente di estendere il concetto di preziosità e di avviare così una riflessione su questo tema.
L’artista turca Nazan Pack nel coniugare materiali preziosi e non preziosi ne sperimenta le resa proiettando anche nello spazio, con un’apparente disposizione casuale, le sue forme geometriche creando così effetti d’illusione ottica legati alla diversa incidenza della luce sugli smalti.
Con occhio al futuro e alle nuove tecnologie Rosalba Balsamo coniuga nelle sue creazioni tecniche tradizionali e più aggiornate come la stampa 3d per creare pezzi unici o piccole serie limitate.
Anche Paola Mirai “revisiona” i codici della preziosità mediante la sperimentazione avanguardistica di materiali come “orotrasparente” e crea oggetti già proiettati in una dimensione futura.
Caterina Zanca, partendo da una solida tradizione orafa, reinterpreta la costruzione geometrica scardinandola e mettendo in relazione le superfici trattate con il colore, con lo spazio circostante.
Le imprevedibili creazioni di Clara del Papa, complesse ed elaborate, o più semplici e lineari, sembrano sempre essere in contatto con l’elemento naturale, che talvolta entra a far parte della composizione stessa del gioiello, altre volte è il suo imprinting a determinarne e le forme.
Uno “sguardo nuovo sul gioiello” orientato alla riscoperta e alla individuazione dei nuovi codici simbolici di cui il gioiello è emblema contemporaneo, è quello proposto nei lavori presentati dalle allieve della scuola Alchimia tra cui segnaliamo Giulia Savino artista che crea delle vere e proprie mappe indossabili che hanno il nome delle principali città europee. Questi reticolati flessibili sono “mappe interiori” e costituiscono la rappresentazione dell’intricata rete di fattori che contraddistinguono la nostra identità, gioielli dunque che come un pizzo contemporaneo disegnano e lasciano vedere in piena libertà un corpo che, come la mente, è in costante evoluzione. Una sensazione analoga ci viene, infine, dai gioielli in vetro soffiato e oro bianco realizzati da Federica Sala: la leggerezza sembra essere la sua cifra stilistica, la trasparenza e la delicatezza di forme non minute amplificano il rapporto di osmosi tra interno ed esterno e al tempo stesso ribadiscono la fragilità delle relazioni.

indirizzo
Castello 1794 30122 Venezia

telefono
+39 347 93 963 00

orari
Da lunedì a domenica 10.00 – 20.00

accesso per i disabili
si

biglietti
Ingresso libero

ufficio stampa
adornmentexhibition@gmail.com

vernissage
Opening giovedì 26 maggio 2016 alle 19.00

Golconda Arte. Artigianato Artistico in Italia e nel mondo. Registrazione del Tribunale di Roma n. 210/2013 - Direttore Responsabile: Elena Paloscia
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